Roma, parte il maxi processo per Mafia Capitale - DIRE.it

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Roma, parte il maxi processo per Mafia Capitale

città_giudiziariaORE 10E’ iniziato con l’appello degli imputati da parte del giudice della X sezione penale, Rosanna Ianniello, il processo di Mafia Capitale. Nell’aula Occorsio, gremita per l’occasione di giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, c’e’ anche Luca Odevaine, uno degli imputati piu’ importanti. Per l’ex capo della Polizia Provinciale di Roma, assistito dall’avvocato Luca Petrucci, ora agli arresti domiciliari dopo 11 mesi di detenzione, l’accusa e’ di corruzione aggravata, perche’ secondo l’accusa avrebbe favorito Buzzi e Carminati nell’appalto del Cara di Mineo. Per Odevaine e’ caduto il reato di associazione mafiosa. Stanno partecipando al processo anche Massino Carminati e Salvatore Buzzi, i maggiori artefici secondo la Procura dell’associazione per delinquere di stampo mafioso, collegati in video conferenza dalle rispettive carceri di Parma e Tolmezzo (Udine).

La presidente Ianniello ha da poco iniziato l’appello per il secondo processo con rito immediato, quello relativo agli arresti di giugno. Assente l’ex presidente dell’Assemblea capitolina di Roma, Mirko Coratti, rappresentato dai legali Filippi Dinacci e Fabio Viglione. Presenti da Rebibbia, dove e’ detenuto, l’ex capogruppo del PdL in Consiglio regionale, Luca Gramazio, e in aula l’ex consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pedetti, l’ex consigliere comunale PdL, Giordano Tredicine e l’ex di di Ama, Giovanni Fiscon. Assente anche l’ex capo dipartimento delle Politiche sociali di Roma Capitale, Angelo Scozzafava.

tribunaleL’11 dicembre comincera’ il processo di Mafia Capitale per Gianni Alemanno. In realta’ si tratta di una sorta di antipasto perche’ l’ex sindaco dovra’ comparire dinanzi all’ottava aula Gup, presieduta da Nicola Di Grazia, per rispondere in particolare del reato di corruzione per avere favorito, secondo l’accusa, il clan di Buzzi e Carminati nell’assegnazione di alcune gare dell’Ama (ad esempio quella per la raccolta dei rifiuti multimateriale) al gruppo Eriches-29 giugno. All’ex primo cittadino vengono contestate la nomina di Giuseppe Berti a consigliere di amministrazione di Ama, le ‘pressioni’ per permettere la nomina a dg dell’azienda di Giovanni Fiscon, l’avere “posto il suo ufficio” a disposizione di Buzzi e Carminati e l’intervento perche’ dal Comune fossero erogati finanziamenti a Eur S.p.A finalizzati al pagamento di crediti per soggetti riconducibili a Buzzi e Carminati. E ancora Alemanno e’ accusato di avere ricevuto “in accordo con Panzironi (ex ad Ama, ndr) e materialmente da Panzironi 75 mila euro per cene elettorali, 40 mila euro come finanziamento alla Fondazione Nuova Italia e somme in contanti non inferiori a 10mila euro a fronte di un’originaria promessa di 40 mila”. Alla sbarra insieme all’ex primo cittadino ci saranno anche Massimo Carminati, Salvatore Buzzi, Franco Panzironi e la sua segretaria, Nadia Cerrito, ai quali viene contestata anche l’aggravante dell’associazione mafiosa.

Davanti la Citta’ giudiziaria di piazzale Clodio, ci sono anche alcuni sostenitori dell’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino. “Rivogliamo il nostro sindaco” e “Signor prefetto la fascia tricolore la indossano i sindaci non i commissari”, si legge sui cartelli esposti da un supporter. “Roma non e’ Santiago del Cile” e “Mafia Capitale scoperchiata da Marino e Pignatone, non da Tronca”, e’ scritto invece su altri manifesti.

“No bavaglio”. E’ quanto si legge sullo striscione della Federazione nazionale stampa Italiana (Fnsi), che questa mattina e’ stato esposto a piazzale Clodio davanti al Tribunale di Roma per sostenere i 93 cronisti denunciati da un gruppo di avvocati di alcuni imputati nel processo Mafia Capitale per aver diffuso intercettazioni telefoniche.

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ORE 9.36 – “A Roma la mafia non esiste, di mafia non c’e’ neanche una traccia. C’e’ stato un cattivo costume che spero venga debellato“. Cosi’ Alessandro Diddi, legale di Salvatore Buzzi, entrando alla Citta’ giudiziaria di piazzale Clodio dove prende il via il maxi-processo di Mafia Capitale.  Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, i maggiori artefici secondo la Procura dell’associazione per delinquere di stampo mafioso, stanno partecipando al processo collegati in video conferenza dalle rispettive carceri di Parma e Tolmezzo (Udine).

ORE 9.44 – E il legale di Carminati, Giosue’ Naso, aggiunge: “E’ un processo prima di tutto mediatico: pensate che il procuratore della Repubblica penso’ bene di anticipare ad un convegno del Pd l’emissione di ordinanze di custodia cautelare. Pensate che Massimo Carminati viene arrestato alle ore 16.30 e alle 19.30 tutti i tg danno il filmato del suo arresto. Qualcuno, e solo chi aveva fatto quelle riprese, ha dato alla televisione le immagini dell’arresto. Siamo in un paese che sta andando verso una deriva giustizialista”.

ORE 10.58 – “Ho fatto degli errori, ho ammesso le mie responsabilita’ e ora sto collaborando”. Lo dice Luca Odevaine a margine del processo per Mafia Capitale, in corso alla Citta’ giudiziaria di Piazzale Clodio, dove e’ imputato di corruzione. L’ex capo della polizia provinciale e membro del Tavolo nazionale sull’immigrazione aggiunge poi “di essere dalla parte delle istituzioni”.

ORE 11 – “Non e’ un sistema mafioso, a Roma in particolare. Come succede spesso nella Capitale le cose si trascinano. A Roma la mafia tradizionale investe nelle attivita’ legali, ricicla soldi. (…) Non mi sembra ci sia un’organizzazione criminale che riesca a gestire la citta’- ha aggiunto Odevaine- Ci sono piu’ fenomeni ristretti come i Casamonica o Ostia ma non vedo una regia unica”.

ORE 11.08 – “Il danno piu’ grave che ha fatto Salvatore Buzzi e’ dire che con l’immigrazione si guadagna piu’ che con la droga, perche’ non e’ piu’ cosi’. Qualche anno fa si’, ma da due o tre anni i margini di guadagno sono quasi nulli, infatti le gare vanno deserte. Con 35 euro a rifugiato le ditte fanno fatica a rientrarci e soprattutto lo Stato non paga, questo e’ il problema”, prosegue Odevaine, uno dei principali imputati del dibattimento.

ORE 11.23 – “Massimo Carminati in questo processo parlera’, stavolta e’ intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito perche’ vuole chiarire”. Lo ha detto Giosue’ Naso, legale di Massimo Carminati, uno dei principali imputati del processo di Roma Capitale  e che, secondo l’accusa, sarebbe tra i capi del sodalizio criminoso. “Di tutta questa storia, a Carminati ha dato particolarmente fastidio il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole ‘mafia’ e ‘droga’. Con la mafia non c’entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate”, ha aggiunto l’avvocato.

ORE 13.17 – “Confidiamo nell’assoluzione“. Lo ha detto, uscendo dal Tribunale di Roma, Giosue’ Naso, legale di Massimo Carminati, uno dei principali imputati del processo di Mafia Capitale e che, secondo l’accusa, sarebbe tra i capi del sodalizio criminoso. Quello iniziato oggi nella sala Occorsio di piazzale Clodio, ha aggiunto l’avvocato, “è un processetto” perché “sono abituato a fare processi molto più seri e gravi di questo”.

ORE 18.12 – Il ministero degli Interni, Regione Lazio e Roma Capitale, associazioni (tra cui la Camera di Commercio e Libera), società (Ama ed Eur S.p.A), le 5 coop prima riconducibili alla galassia Buzzi e poi in amministrazione giudiziaria (Eriches 29, 29 giugno Onlus, 29 giugno Servizi, Formula Sociale, Abc), fondazioni e partiti, come nel caso del Pd Lazio, ma anche persone fisiche, profughi, rifugiati, compresi minori stranieri non accompagnati, consiglieri comunali uscenti, l’ex componente della Lista Civica Marino, Riccardo Magi, e il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, la deputata grillina, Roberta Lombardi, che si è costituita come cittadina attraverso il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, nonché alcuni consiglieri municipali (dei Municipi IV, XI e XII) del Movimento 5 Stelle. Sono 55 le richieste di costituzione di parte civile avanzate al giudice della decima sezione penale del Tribunale di Roma, Rosanna Ianniello, in uno o in entrambi i processi con rito immediato per “Mafia Capitale” che coinvolgono oltre 110 tra persone fisiche e giuridiche. Tra le parti costituite, l’Avvocatura dello Stato (per conto del ministero dell’Interno e degli amministratori giudiziari delle cinque coop coinvolte nel processo perché appartenenti alla galassia Buzzi, Eriches 29, 29 giugno Onlus, 29 giugno Servizi, Formula Sociale, Abc), Regione Lazio, Roma Capitale (con atto a firma del commissario da poco nominato), Ama S.p.A (“perché l’azienda ha subito direttamente le conseguenze patrimoniali e gestionali delle condotte contestate dal 2009 al 2013”), Confindustria nazionale, Associazione nazionale contro le illegalità e le mafie “Antonino caponnetto”, Associazioni antimafie e antiracket “Paolo Borsellino”, Cittadinanzattiva onlus, Movimento consumatori e utenti, Lega nazionale delle cooperative e Legacoop sociali (costituitesi solamente contro Buzzi), Consorzio nazionale dei servizi, Associazione italiana studi giuridici sull’immigrazione. E ancora un rifugiato politico, 37 nomadi residenti nel campo nomadi di Castel Romano settore F e assegnatari di moduli abitativi al campo di Tor de’ Cenci (“perché sono stati distratti fondi che sarebbero dovuti arrivare loro), Fondazione Antonino Caponnetto, Movimento difesa del Cittadino, Lunaria (Associazione di promozione sociale), nove persone “che sono entrate nel meccanismo infernale dell’accoglienza romana- ha spiegato il loro legale- un sistema che li ha privati dei sistemi più basilari”, Armando Filotello (“è stato dipendente delle coop che facevano capo a Sandro Coltellacci- ha spiegato il suo legale- e che sono decadute per colpa del suo comportamento mafioso e lui rimasto senza lavoro), due ex minori stranieri non accompagnati passati per i centri di Roma “che hanno vissuto sulla loro pelle questo sistema criminale- ha detto il loro avvocato- Uno dei due e’ stato espulso a seguito di un secondo accertamento posto dal Comune di Roma perché dichiarato maggiorenne, mentre poi la Questura ha poi verificato essere minorenne e adesso hanno un permesso di soggiorno”). Poi ancora Associazione Io Migro, Laboratorio 53, Riccardo Magi (consigliere comunale uscente e presidente commissione speciale di Roma Capitale Diritti e Legalita’) “perché- ha spiegato il suo legale- concretamente leso e danneggiato nell’esercizio delle sue funzioni”, Assoconsum, Associazione nazionale Vittime dell’usura e del racket, Ambulatorio Antiusura onlus, Camera di Commercio di Roma, Associazione Da Sud, due persone destinatarie di protezione internazionale, tre profughi del Darfur, Associazione Cittadini contro le mafie e la corruzione, Associazione nazionale antimafia ‘Alfredo Agosta’, Comune di Sant’Oreste, Fai Antiusura Ostia Volare Onlus, Consorzio sociale Coin cooperativa sociale, Società cooperativa Capodarco, Partito Democratico – Unione regionale Lazio (perché le “condotte attribuite ad alcuni esponenti, se accertate, avrebbero recato danno in senso lato al partito”), Mario Di Mare curatore del fallimento Unibar srl, associazione Libera, Confconsumatori federazione regionale Lazio, Eur spa, Uils, Legambiente e Legambiente Lazio, Associazione Codici, Casa del consumatore, Assoutenti, Codici Lazio, Forum Antiusura, la deputata M5S, Roberta Lombardi, First (Associazione degli esercenti), Marcello De Vito (come cittadino e come componente del Consiglio Comunale per il M5S), Codacons, Giovanni Giglioloni, il consorzio Castelporziano 98 e i 5 consorziati che gestivano i chioschi delle spiagge degli ex cancelli di Ostia, Forum del Terzo Settore e Sos Impresa Nazionale. L’ammissione delle parti civili sarà discussa nella prossima udienza, fissata per martedì 17 novembre nell’aula B di Rebibbia. Da calendario la prossima si sarebbe dovuta svolgere lunedì prossimo ma è saltata per l’adesione degli avvocati di tutti gli imputati alla giornata di astensione proclamata per quel giorno dalle Camere penali di Roma.

di Marco Tribuzi – giornalista professionista

5 novembre 2015
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