“Terra di tutti Film Festival”, la voce degli ultimi

ROMA – Le immagini video per raccontare le ‘Voci dal mondo invisibile’, che sfuggono all’attenzione dei media e dei circuiti tradizionali: questo l’obiettivo di Terra di tutti Film Festival (Ttff), la rassegna di cinema sociale organizzata dalle ong Gvc e Cospe, dall’11 al 14 ottobre a Bologna e Firenze. “Dal 2007 diamo spazio a quei documentaristi – italiani e non – che con le loro pellicole mettono in luce temi che troppo spesso restano in ombra”, spiega alla ‘Dire’ Marina Mantini, di Gvc. “Il Focus – prosegue Mantini – e’ su violazioni dei diritti umani, questioni di genere, disastri ambientali, emergenze umanitarie. Tutti problemi che, purtroppo, negli ultimi 12 anni non hanno fatto che aumentare”. Questioni complesse, come le sommosse sociali (la rivoluzione sandinista in Nicaragua in ‘La Heredera del viento’ di Gloria Carrion), oppure quella piu’ recente in Burkina Faso in ‘Burnkinabe’ Rising’ di Iara Lee). Ma anche il tema dei migranti e dei naufragi nel Mediterraneo (‘It Will Be Chaos’ di Lorena Luciano e Filippo Piscopo), le violenze sessuali (‘Dancing with Monica’ di Anjia Dalhoff, ambientato in Colombia) o l’infanzia ai tempi dell’Isis (‘Of fathers and sons’, girato in Siria da Talal Derki).

 Lo spettatore viene invitato a guardare a tali temi attraverso una lente diversa, quella della cooperazione: “Gvc e’ presente con due produzioni video proprie: la prima, ‘Border Families’, e’ stata realizzata da due volontari nella Valle della Bekaa, in Libano, dove Gvc gestisce diversi progetti per dare supporto alle famiglie di rifugiati siriani, residenti li’ da sette anni. Sosteniamo anche la comunita’ libanese ospitante, attraverso interventi che riguardano la rete idrica del Paese”. Un altro modo quindi di parlare di accoglienza, guardando a un Paese – il Libano – che, a fronte di 4 milioni di abitanti, ospita 2 milioni di rifugiati. Ai noti videomakers de ‘Il terzo segreto di satira (Tss)’ invece il compito di raccontare l’emergenza umanitaria “in modo piu’ fresco e ironico”: in anteprima al Ttff verra’ cosi’ proiettata la web serie ‘Tss on the road. An Eu Aid Volunteers webseries’, frutto della collaborazione con Gvc: due telecamere e vari smartphone con cui Marco Ripoldi e cinque membri del gruppo, in Libano e Nicaragua, “hanno raccontato il lavoro dei nostri volontari internazionali. Giovani – prosegue Mantini – che si mettono in gioco per sei mesi o un anno grazie all’iniziativa Eu Aid Volunteers promossa dall’Unione europea, con cui fino a questo momento sono partiti 80 volontari” per raggiungere i progetti di Gvc nel mondo. Un’opera parte dei 13 lavori fuori concorso. Ma il formato della web serie e’ stato inserito tra le categorie in gara, accanto a documentario, cinema d’animazione e docu-fiction. Venticinque le produzioni al vaglio della giuria in lizza per quattro riconoscimenti: il Premio Benedetto Senni, alla migliore opera che tratta i temi della lotta alla poverta’, valorizzazione e preservazione delle risorse naturali, sovranita’ alimentare, agricoltura sostenibile e biologica, diritto all’acqua e migrazioni.

 A seguire, il Premio Giovanni Lo Porto (in memoria del cooperante e collaboratore di Gvc ucciso nel 2015 durante un’operazione statunitense anti-terrorismo) destinato a quei documentari che raccontano “gli sforzi eroici e la resistenza di uomini e donne che non arretrano di fronte a violenza e oppressione, ma promuovono valori come la solidarieta’ e il rispetto dei diritti umani, di pace e liberta’”. Poi ci sono i premi sponsorizzati da Coop Alleanza 3.0 e EmilBanca, da mille euro ciascuno come gli altri, dedicati alle questioni di genere e a temi legati ad infanzia e adolescenza. Il Festival gode del patrocinio del Comune di Bologna, di Cultura e’ Bologna e della Film Commission della Regione Emilia- Romagna.

5 ottobre 2018
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