Al via in giro del mondo in 80 giorni versione 3.0. A compierlo 5 torinesi a caccia di storie

ROMA – Nessuna scommessa, nessuna lotta contro il tempo ma tanta voglia di raccontare i Millennials, la cosiddetta “generazione Y” – quella nata tra gli anni Ottanta e il Duemila – che reggerà, nel prossimo futuro, le sorti dell’intero Pianeta. È questo l’intento che si sono prefissati i cinque giovani artisti torinesi – Luigi Cavallito, in arte ‘The stereoteller’; Andrea Dutto, artista visivo; Alessio Nicastro, videomaker; Didiè Caria, cantante; Andrea Cavallo Perin, ‘nomade’ digitale – che, sulle tracce di Phileas Fogg, compiranno il giro del mondo in 80 giorni per far conoscere i giovani della loro generazione. Le storie, le avventure, le idee, le ricerche di donne e uomini che hanno a cuore il futuro della propria comunità, locale e globale, saranno raccontate di tappa in tappa attraverso le mille sfaccettature comunicative e artistiche di questa generazione digitale.

giovani_viaggio_mondo“L’idea – spiegano a Diregiovani.it – è venuta a Luigi Cavallito, poco più di un anno fa, anche se idee del genere forse fanno parte di un percorso lungo una vita e prendono vita quando iniziamo a parlarne, a renderle vive e in quest’anno, quest’idea è diventata un progetto che, a poco a poco, ci ha coinvolti tutti. Il perché non è solo uno ma se dobbiamo focalizzarci su un paio di aspetti innanzitutto ci sentiamo cittadini globali e parte di una generazione che può e deve essere diversa da quelle precedenti. Sentiamo di voler fare la nostra parte e girare il mondo per trovare e raccontare alcune tra le storie più interessanti dei nostri coetanei ci sembrava il modo migliore per impiegare il nostro talento, investire in qualcosa che fosse arricchente da un punto umano (e viaggiare lo è sempre) e magari di ispirazione per altri”.

L’incontro con altri giovani, sparsi ai quattro angoli della terra e con le loro storie non ha nulla di preconfezionato sarà, per i cinque giovani torinesi, una scoperta. “Non ci aspettiamo di poter raccontare tutta una generazione – proseguono – né di trovare tutte le storie più incredibili, speriamo di incontrare dei nostri coetanei, tanti e diversi, che possano trasmetterci il loro modo di vivere la quotidianità raggiungendo obiettivi più grandi di loro. Una storia però deve essere imperfetta, deve avere una sua evoluzione e soprattutto dovrebbe essere in grado di dare degli spunti, pratici ma soprattutto emozionali, per ispirare chi le ascolterà a prendere in mano la propria vita”. Un viaggio intorno al mondo impegnativo ma anche dispendioso. “I primi finanziatori siamo noi – spiegano -. Quest’idea è stata partorita un anno fa ed ognuno ha fatto tutti i lavori, lavoretti in grado di farci mettere da parte un capitale iniziale per partire. Molte volte lo scoglio che abbiamo per iniziare un’attività non è principalmente economico ma legato alla nostra mentalità. Abbiamo scelto di non fare delle vacanze e ci siamo informati su come prendere, ad esempio, dei voli aerei che ci permettessero di circumnavigare il mondo con 2.500 € a testa. Una bella cifra, ma se pensate che di voli ne prenderemo più di 10 sicuramente abbordabile. E detto questo lo consideriamo un investimento, come potrebbe esserlo iscriversi all’università o lanciare un’attività. E auto-finanziarlo vuol dire mantenere l’autonomia per poter dire quello che si pensa e metterci la faccia. Da un lato ci fa sentire meglio e dall’altro ci responsabilizza. E sono entrambi aspetti per cui vale la pena fare dei risparmi e correre dei rischi. Se saremo bravi, crediamo ci torneranno. Oggi siamo già commossi della mole di partners che si fanno avanti per darci una mano. Vuol dire che l’idea che abbiamo messo in campo può avere sviluppi interessanti e su questi ci lavoreremo su”.

I viaggiatori piemontesi, nell’organizzazione e nella realizzazione dell’impresa, possono contare sulla community dei Global Shapers – rete di ragazzi e ragazze di talento tra i 20 e i 33 anni, presente in più di 500 città del mondo-, e su Millenia Minds, società di consulenza, con sede a San Francisco ma perante in tutto il mondo, con la quale sarà sviluppata la raccolta e l’analisi dei dati raccolti. Proprio come nel libro di Jules Verne, il viaggio, incominciato a Londra lo scorso 2 ottobre, toccherà la Francia, poi l’Italia (la tappa è Brindisi), Atene e ancora l’Egitto. Dopo Il Cairo sarà la volta dell’oriente – l’unica città non presente nel libro del 1873, per ovvi motivi, è Dubai – Mumbai, Calcutta, Hong Kong e Tokyo. Attraversato l’oceano i cinque giovani attraverseranno gli States on the road, da San Francisco a New York. Infine l’Europa, prima Dublino e poi di nuovo Londra. Sarà il 21 dicembre 2015.

“Crediamo – concludo, infine – che il nostro modo di migliorare il presente e influenzare il futuro sia innanzitutto partire, uscire dalla nostra “comfort zone” e cercare di contribuire con i nostri singoli talenti a comunicare nel modo migliore e perché no, più “pop” progetti che sono lì, ma di cui anche noi non conosciamo l’esistenza. Ognuno di noi ha lavorato nel mondo della comunicazione, dello spettacolo e alcune volte ci siamo trovati a doverci svegliare al mattino per creare dei contenuti o dei progetti per aumentare le vendite di un determinato prodotto. Perché era il nostro lavoro. Questa volta vogliamo utilizzare il nostro cervello e il nostro tempo per parlare di qualcosa in cui crediamo. Per scrollarci di dosso la pesantezza di un momento storico in cui soprattutto in Europa si parla ancora troppo del passato e troppo poco del futuro. Forse non cambieremo il mondo, quello è un percorso lungo e non si fa da soli, ma se potremo anche solo influenzare una persona in più che la vita inizia ogni giorno e possiamo decidere di migliorarla, il futuro potrebbe essere un luogo migliore. Ed essendo il posto in cui ci troveremo tutti a vivere è bene iniziare ad occuparcene da subito!”

5 Ott 2015
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