Il lavoro in DIREtta - Le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).
Buona lettura.

TERNI. FIOM CGIL, AL VIA LE ASSEMBLEE PER IL CONTRATTO – Partiranno oggi lunedì 5 ottobre 2015 e avranno una durata di 2 settimane le assemblee della Fiom Cgil di Terni per illustrare, discutere e condividere la proposta per il prossimo rinnovo del contratto dell’industria dei metalmeccanici. “Assemblee che, come Fiom Cgil di Terni – si legge in una nota stampa -, svolgeremo in tutti i luoghi di lavoro, dove siamo presenti e nei quali si applica il contratto collettivo dell’industria, per elaborare prima, insieme ai lavoratori interessati, ed approvare poi, le rivendicazioni che intendiamo sottoporre a Federmeccanica in vista della prossima discussione sul rinnovo del contratto stesso”. “Come Fiom Cgil di Terni riteniamo di fondamentale importanza il rinnovo del contratto nazionale, soprattutto in questo momento storico di difficoltà dell’intero settore, al fine di definire regole che garantiscano, in modo universale, salario e diritti per i lavoratori.Lo straordinario momento di difficoltà del settore richiederebbe, a nostro avviso, una unità delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori per avere più forza contrattuale e per tentare di ottenere un contratto che non è mai stato così difficile realizzare”. “Abbiamo registrato, ancora una volta, la mancata volontà di altre organizzazioni sindacali di condividere percorsi unitari, così come di svolgere assemblee insieme, come da noi richiesto ufficialmente in una lettera scritta in data 17 Settembre 2015, procedendo con una “ricetta” vecchia, indicata nazionalmente, che ha portato ad accordi separati ed ha, a nostro avviso, indebolito i lavoratori.”

GIUBILEO: CGIL ROMA E LAZIO, URGENTE CONFRONTARSI – “Nessuna legge speciale e nessuna moratoria per il Giubileo. Si dia avvio alla contrattazione di anticipo a cominciare dai servizi pubblici piu’strategici. Ormai da qualche mese, ossia da quando il Giubileo e’ stato annunciato da Papa Francesco, abbiamo chiesto all’amministrazione comunale l’apertura di un tavolo di confronto. A oggi l’unico realizzato e’ stato quello riguardante l’edilizia. E’ urgente confrontarsi anche su altri settori. Anziché invocare moratorie, il presidente dell’Autorita’ di garanzia per gli scioperi dovrebbe lanciare questo appello”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, il responsabile della Cisl di Roma Mario Bertone e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica.

MONDADORI-RIZZOLI. SLC, RCS RIDUCE PERIMETRO, MONDADORI VERSO ESCLUSIVITÀ – “Il progetto della cessione a Mondadori della divisione libri di Rcs era noto da tempo. Nelle fasi di confronto con Rcs sul piano di riduzione dei costi abbiamo posto la necessità che l’operazione di vendita della ‘libri’ non dovesse comportare alcuna riduzione dei livelli occupazionali in essere”. Lo dichiara il segretario generale della Slc Cgil, Massimo Cestaro. “Avuta questa garanzia – che dovrà essere definita in una apposita intesa – resta il fatto che il gruppo Rcs perde un fattore di qualità della sua missione riducendo il proprio perimetro e che, contestualmente, Mondadori assume una centralità che rasenta l’esclusività nel campo editoriale: una concentrazione che non può non essere attentamente valutata dall’Antitrust. Inoltre tale concentrazione rischia di compromettere il ruolo delle piccole case editrici che nel sistema commerciale che si determinerà finiscono per essere espulse dal mercato con un evidente danno del pluralismo nel settore librario a scapito soprattutto degli scrittori più giovani”, conclude.

SICILIA. CGIL ALLA REGIONE, SUBITO REGOLE SU TIROCINI – “A fronte di 30 mila tirocini attivati in Sicilia in oltre 20 mila aziende siciliane e dopo la segnalazione di tantissimi abusi riteniamo non più rinviabile una discussione su una vera regolamentazione dello strumento dello stage nella nostra regione”. Lo sostengono Monica Genovese, della segreteria della Cgil Sicilia e Andrea Gattuso, responsabile del dipartimento politiche giovanili. Il sindacato torna sull’argomento a pochi giorni dalla proroga della scadenza per l’attivazione di tirocini, disposta dall’assessorato al Lavor, che ha anche annunciato nuove risorse per nuovi tirocini.  “Il tutto- osservano Genovese e Gattuso- senza che sia dato sapere quali e quante risorse saranno messe a disposizione, senza confronto con le parti sociali e senza che ancora si discuta di regolamentazione. “La Sicilia ad oggi è la prima regione in Italia per numero di tirocini attivati- rilevano i due esponenti della Cgil- ma è anche una delle poche a non avere una legge che disciplini la materia prevedendo regole per aziende, enti promotori e tirocinanti e severi controlli per evitare gli abusi”. La Cgil rileva che “in un mercato del lavoro asfittico, in assenza di controlli si rischia di costruire un ‘tirocinificio’ in cui le aziende possono attingere a manodopera giovane, spesso molto qualificata, in maniera gratuita, mentre peraltro i giovani subiscono pure la beffa di vedere le prime indennità anche dopo 4-5 mesi dall’inizio dello stage”. Alla Regione dunque il sindacato avanza la richiesta di “una regolamentazione complessiva dello strumento del tirocinio, a partire dall’orario di svolgimento. Senza un sistema di rigorosi controlli a monte e durante il periodo di svolgimento- rilevano Genovese e Gattuso- e la previsione di severe sanzioni per chi abusa dello strumento, non si aiutano i giovani siciliani ma si fa solo un regalo alle aziende. E questo non è ammissibile in una Regione- concludono- che ha bisogno di utilizzare al meglio gli strumenti per la crescita e lo sviluppo per dare futuro e prospettive alle giovani generazioni”.

VENETO. SINDACATI, IL 7/10 SCIOPERO GRANDE DISTRIBUZIONE – “Dopo 2 anni e 14 incontri, ancora niente contratto per la grande distribuzione e la cooperazione. Anzi, le controparti – accampando una crisi che non c’è più e a suo tempo pagata duramente dai lavoratori – pretendono di abbassare il costo del lavoro e le retribuzioni, agendo su varie voci. La conferma di questa linea di condotta è venuta anche dagli ultimi incontri nei tavoli aperti con le varie associazioni di categoria (Federdistribuzione, Distribuzione coopertativa) cui il sindacato ha presentato un’unica piattaforma, nonostante la scomposizione della rappresentanza dei datori di lavoro”. E’ quanto riportato in una nota unitaria dei sindacati del commercio. “Diverso l’atteggiamento di Confcommercio che invece da mesi ha siglato il nuovo contratto prevedendo un aumento salariale di 85 euro. Per smuovere una situazione ritenuta inaccettabile, Cgil Cisl Uil di categoria hanno deciso due giornate di sciopero per tutto il settore (escluse le aziende aderenti a Confcommercio) per il 7 novembre ed il 19 dicembre, accompagnando intanto la prima iniziativa con una manifestazione regionale”. “La decisione è stata assunta da un partecipatissimo attivo regionale dei delegati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil riunitosi questa mattina (2 ottobre) a Mestre dai cui toni, molto combattivi, è risultata chiara l’intenzione di non cedere ai ricatti di aziende che chiedono sempre di più dando sempre di meno ed incapaci di qualificare l’offerta alla clientela. Il percorso tracciato non si limita alle due giornate di sciopero, ma prevede una iniziativa di lungo respiro che inizia da subito con una tornata di assemblee in tutti i luoghi di lavoro e si svilupperà in flash mob, mobilitazioni e dimostrazioni di vario genere di qui in avanti”.

5 ottobre 2015
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