No Tav a Conte e Toninelli: “Governo fermi tutto e tolga ‘interessa strategico’”

ROMA – Nei territori interessati dal’opera si sta “tuttora osservando il compiersi di azioni propedeutiche volte a realizzare comunque il Tav Torino-Lione, nonostante sia formalmente in corso la pausa di riflessione per rivalutare l’opera”. Quindi in “attesa dell’esito dell’analisi costi benefici”, il movimento No Tav rileva come “i promotori dell’infrastruttura, a partire dalla società Telt e dal Commissario Foietta, operino in continuità con la determinazione del precedente Governo verso la realizzazione ad ogni costo dell’opera“. Per questo, i No Tav chiedono al Governo Lega-M5S, con una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, di intervenire con “provvedimenti governativi”.

Infatti per i No Tav è “più che evidente che solo concreti provvedimenti governativi di carattere amministrativo possono evitare fatti compiuti che rappresentino passi irreversibili verso la costruzione della linea”.

Inoltre, perché Palazzo Chigi “non abolisce, per coerenza, lo status di ‘sito di interesse strategico nazionale’ per l’area di Chiomonte, che dal Gennaio 2012 e’ gravata da un regime di gestione militare operata dall’Esercito e dalle Forze dell’Ordine?”.

La richiesta è poi anche quella di rimuovere l’attuale Direttore generale di Telt, Mario Virano, con i Consiglieri di amministrazione di parte italiana, oltre che il Commissario straordinario per la Torino Lione, Paolo Foietta, “Commissario del Governo decaduto”.

Il movimento No Tav rivolge quindi al Governo una serie di quesiti, il primo dei quali è: “per quale motivo il Governo non emana un atto che sospenda l’efficacia delle delibere 30 e 39 del Cipe (Gazzetta Ufficiale 10 Agosto 2018) che di fatto danno il via libera ai lavori in territorio italiano della tratta internazionale? Si tratta peraltro di delibere in cui la Corte dei Conti ha rilevato irregolarità documentali”.

Inoltre “perché il Governo non sospende tutte le attività propedeutiche agli espropri dei terreni nell’attesa di conoscere i risultati della nuova analisi costi benefici?”, proseguono i No Tav.

Perché, chiedono ancora, il ministero delle Infrastrutture “non blocca il recente (31 Luglio 2018) progetto esecutivo dei nuovi svincoli dell’autostrada A32 in corrispondenza del Cantiere Tav di Chiomonte, pur sapendo che si tratta dell’atto propedeutico indispensabile all’installazione del più vasto cantiere (estensione nel territorio comunale di Giaglione) per iniziare lo scavo italiano del tunnel di base?”.

Perché il Governo, prosegue il movimento No Tav, “non invia una segnalazione alla Procura ordinaria ed a quella della Corte dei Conti relativamente al caso della mancata gara di appalto per la realizzazione del tunnel geognostico di Chiomonte?”.

Ancora, chiede il movimento No Tav al Governo Lega-M5S, “viste le molteplici dichiarazioni pubbliche di attuali importanti ministri, nelle quali si ribadisce che ‘nessuna opera pubblica può essere fatta con il filo spinato e la polizia’, perché codesto Esecutivo non abolisce, per coerenza, lo status di ‘sito di interesse strategico nazionale’ per l’area di Chiomonte, che dal Gennaio 2012 è gravata da un regime di gestione militare operata dall’Esercito e dalle Forze dell’Ordine?”.

Ancora, chiede il movimento No Tav al Governo, perché “non interviene inoltre sulla Prefettura di Torino che da sette anni emette ordinanze di ininterrotta limitazione della circolazione intorno all’area di cantiere, in violazione dell’art. 16 della Costituzione?”.

I No Tav chiedono anche al governo perché “non ha ancora provveduto a sostituire l’attuale Direttore generale di Telt, Mario Virano ed i Consiglieri di amministrazione di parte italiana, così come prevede lo statuto della stessa società?”.

Infatti “continuando ad espletare il mandato del precedente Governo, l’attuale dirigenza di Telt sta operando per lanciare ed aggiudicare appalti per l’avvio dei lavori inerenti il tunnel di base transfrontaliero; servirebbero invece nuove investiture che interpretino l’attuale linea governativa in merito all’opera”.

E poi anche “perché il Governo non sostituisce parimenti il Commissario straordinario per la Torino Lione, Paolo Foietta? Questo Commissario del Governo decaduto non rappresenta affatto la nuova linea di programma nei confronti dell’infrastruttura, e impropriamente a nome della Presidenza del Consiglio continua ad operare forzando ed accelerando il processo decisionale in direzione di una rapida ed ineludibile realizzazione del Tav”.

5 Set 2018
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