Veneto

L’alternanza scuola-lavoro si fa anche nel volontariato

Studenti Aula UniversitàVENEZIA – L’Ufficio scolastico regionale del Veneto e i sette Centri di servizio per il volontariato hanno siglato un protocollo per sviluppare le esperienze di alternanza scuola lavoro nel terzo settore e nel volontariato in particolare. A livello regionale sono almeno 15.000 le associazioni attive e potenzialmente disponibili ad accogliere, fin dall’a.s. 2016-17, gli 80.000 studenti (circa 120.000 nel 2017-18) del triennio conclusivo delle 202 Istituzioni scolastiche secondari di secondo grado, ricordano i Centri servizio. La possibilita’ e’ contemplata dalla legge 107/2015 (“Buona scuola”), in cui l’alternanza scuola-lavoro diventa un elemento strutturale dell’offerta formativa: gli studenti del triennio conclusivo delle scuole superiori sono stati chiamati a svolgere, a partire dall’anno scolastico 2015/2016, esperienze di apprendimento nelle realta’ lavorative alternate con attivita’ scolastiche (della durata di 400 ore, per gli istituti tecnici e professionali, e 200 ore per i licei), durante le quali sviluppare quelle capacita’ utili per costruire i propri percorsi di vita e lavoro. Poiche’ la “Buona scuola” specifica che i percorsi di alternanza scuola-lavoro possono essere svolti anche in organizzazioni del terzo settore e la legge per la riforma del terzo settore prevede particolare attenzione per la “promozione della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani, anche attraverso apposite iniziative da svolgere nell’ambito delle strutture e delle attivita’ scolastiche”, i Centri di servizio per il volontariato del Veneto fin da subito si sono resi disponibili, attivandosi gia’ dall’anno scolastico 2015/2016 con alcuni progetti sperimentali.

“Con il protocollo d’intesa siglato con i Csv del Veneto- afferma il direttore Daniela Beltrame– l’Ufficio scolastico regionale intende offrire a tutte le scuole del Veneto un’offerta di alternanza scuola lavoro nel Terzo settore omogenea, utile alla crescita personale e professionale dei ragazzi, con una particolare attenzione allo sviluppo delle competenze chiave per l’educazione permanente in cui tutte le discipline sono coinvolte. Va sottolineato che le competenze acquisite in alternanza sono riconosciute dai docenti ed entrano a pieno titolo sia nella valutazione disciplinare, sia nel voto di condotta”.

“I Csv del Veneto- aggiunge Lamberto Cavallari, presidente Csv Rovigo e referente del coordinamento veneto dei Csv- auspicano che questa collaborazione sviluppi e aumenti le possibilita’ di incontro tra ragazzi e associazioni e che i risultati delle esperienze, in termini di apprendimenti acquisiti e di strumenti elaborati, rappresentino una buona pratica esportabile in tutta Italia anche rispetto alla validazione delle competenze acquisite dai ragazzi”. Dopo la firma del protocollo ciascun Csv proporra’ nella provincia di propria competenza una proposta articolata che va dall’ambito formativo (con percorsi di approfondimento sul volontariato) all’esperienza sul campo, che permettera’ agli studenti di svolgere stage all’interno di associazioni per sperimentare e sviluppare una serie di competenze trasversali (lavoro di gruppo, progettazione, comunicazione, competenze organizzative e informatiche, capacita’ di gestire lo stress…)

(www.redattoresociale.it)

5 settembre 2016
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