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Amianto, il Pd di Bologna pronto a ‘salvare’ il museo delle Ogr

BOLOGNA – Se il museo che custodisce la memoria dei lavoratori morti per amianto all’Ogr di Bologna non potrà restare dov’è oggi, cioè nell’area dello stabilimento ferroviario, il Pd di Bologna è pronto a mettere a disposizione i propri spazi per salvarlo. Parola del segretario provinciale Francesco Critelli, intervenuto ieri al tradizionale dibattito sull’amianto che viene organizzato alla Festa dell’Unità.

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All’interno dell’Ogr ci sono un museo e un monumento, quest’ultimo dedicato sia alle vittime dell’amianto che ai lavoratori morti per altre cause di lavoro e durante la guerra, entrambi realizzati dagli stessi operai. Visto che c’è un progetto per il trasferimento dello stabilimento in zona Lazzaretto, qualche mese fa Salvatore Fais (storico portavoce dei lavoratori di via Casarini) e la Filt-Cgil lanciarono un appello per evitare di disperdere quel patrimonio. Appello che Critelli, da tempo attento alla tragedia dell’amianto in Ogr, fa proprio: la storia dei lavoratori morti a causa della fibra killer “grida vendetta” e per questo “è importante che il museo dell’Ogr non venga smantellato”.

L’idea del sindacato è quella di vincolare ogni cambio di destinazione d’uso dell’area, oltre che alle tutele occupazionali, anche ad un progetto di tutela dei luoghi della memoria. “Senza voler sconfinare in decisioni che competono ad altri- afferma oggi Critelli- noi vogliamo metterci la faccia e dire che il museo deve restare lì, nell’area di via Casarini”. E se proprio questo non si potesse fare, “il Pd ha tanti spazi” e gli oggetti raccolti nel museo “verremo a prenderli noi- promette il segretario- per metterli a disposizione della città”. Non solo: “Se serve, li ospiteremo anche qui perchè in 27 giorni di festa passano un milione di persone- aggiunge Critelli- e tutti devono sapere, tutti devono essere consapevoli di ciò che è stato”. Fais, dal canto suo, rilancia la necessità di salvare il museo: “Le anime dei nostri colleghi morti sono in quel luogo, è la loro memoria, il museo è parte integrante di quella storia”. Museo a parte, l’iniziativa di ieri alla Festa dell’Unità è stata anche l’occasione per un tributo proprio a Fais: dopo anni all’Ogr come rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, dieci giorni fa è andato in pensione. Diversi colleghi e sindacalisti presenti, compreso il segretario della Filt, Alberto Ballotti, hanno approfittato del dibattito per ringraziarlo ed auspicare che, anche se in pensione, Fais possa portare avanti il proprio impegno. Lui, in merito, non ha dubbi: “Ora ho più tempo per rompere le scatole”, dice.

Detto, fatto. Proprio ieri, prima di andare al Parco nord, insieme ad un gruppo di colleghi Fais è stato protagonista di un presidio di protesta sotto la Prefettura, organizzato per sollecitare un incontro sul tema dei benefici previdenziali da riconoscere a chi è stato esposto all’amianto: nodo al centro di una vertenza ormai annosa, nell’ambito della quale lo stesso Fais, poco tempo fa, si era incatenato davanti alla sede dell’Inail. La Prefettura, riferisce l’ormai ex operaio dell’Ogr, gli ha fatto sapere che un incontro con il sindacato è in calendario per l’11 settembre.

di Maurizio Papa

Giornalista

05 settembre 2015

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