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Abusi sessuali, Losi (Meyer): 95% casi senza segni fisici; Maltrattamenti, 100.000 in Italia ma poca formazione

ABUSI SESSUALI, LOSI (MEYER): 95% CASI SENZA SEGNI FISICI

L’abuso sessuale e’ il coinvolgimento del bambino in atti sessuali che non comprende e a cui non puo’ dare consenso: atti ano-genitali, genitali, oro-genitali o anche la visione obbligata di atti sessuali e la partecipazione in situazioni pornografiche. E “quello in pre-puberta’ e’ l’abuso piu’ difficile da diagnosticare, perche’ potrebbe esserci una violenza fisica ma anche nessun segno riscontrabile, oppure microlesioni che scompaiono nell’arco di pochi giorni”. A spiegarlo alla Dire e’ Stefania Losi, pediatra responsabile del servizio Gaia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

MALTRATTAMENTI, 100MILA IN ITALIA MA POCA FORMAZIONE

In Italia i bambini maltrattati sono circa 100 mila nella penisola e la maggior parte di questi subisce abusi psicologici e nell’80% dei casi emozionali. Seguono le violenze fisiche e in ultimo gli abusi sessuali. Alla Dire Pietro Ferrara, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’Università Campus Biomedico di Roma, spiega quali sono i sintomi e i segnali di allarme.

ECCO A CHI RIVOLGERSI SE SI RISCONTRANO ABUSI/MALTRATTAMENTI

Se un pediatra riscontra segnali di maltrattamento e/o abusi su un minore a chi deve rivolgersi? Alla Dire ha risposto Ciro Nutello, assistente capo della Polizia di Stato e coordinatore del progetto ‘Scuole Sicure’ della Questura di Roma.

SIMA: AMORE-ODIO TRA ADOLESCENTI E SPORT, 38% ABBANDONA

Tra adolescenti e sport il rapporto “e’ un po’ in crisi. Quando subentrano molti impegni, si irrigidisce la puntualita’ negli allenamenti e bisogna seguire un certo rigore, si sviluppa un rapporto amore-odio che porta i ragazzi ad abbandonare la pratica sportiva”. Lo ha detto Gabriella Pozzobon, presidente della Sima, che approfondisce la questione in una videointervista della Dire.

SCREENING NEONATALE, SIMMESN: NEL 2016 COPERTURA DEL 53%

L’obbligo dello screening neonatale per 40 malattie metaboliche ereditarie è iniziato con la legge 167 del 2016, entrata in vigore a marzo 2017. “Nel 2016 la copertura era del 53% della popolazione, i dati reali del 2017 non li abbiamo ancora ma è molto probabile che questa copertura salirà intorno all’80-85%”. A fare il punto è Giancarlo La Marca, presidente della Simmesn. Fotografando il paese, La Marca aggiunge che “sono rimaste fuori 3 o 4 regioni che si stanno attivando nel Centro Italia, poi ci sono l’Abruzzo, la Basilicata e la Calabria che hanno però già iniziato i protocolli per attivarsi con modalità diverse su come iniziare un sistema di screening all’interno della propria regione o creare strutture sovra regionali, consorziandosi con altre regioni che siano già attive”.

5 luglio 2018
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