Ambiente

Ambiente, Croce Rossa: ecco il primo corso in comunicazione d’emergenza

ROMA – “Dopo il terremoto di Amatrice la Croce rossa ha realizzato un’infografica con le dieci cose da fare in caso di scosse: è stato il tweet più twittato in tutta Italia nell’intero anno”. Usa questo esempio Tommaso Della Longa, il portavoce di Francesco Rocca, presidente di Croce Rossa Italia (Cri) e della Federazione internazionale delle agenzie di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, per spiegare all’agenzia ‘Dire’ il senso del primo corso di formazione in Comunicazione d’emergenza realizzato in collaborazione con l’Università ‘La Sapienza’ di Roma.

 

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Fino a fine luglio, il corso di 40 ore si inquadra come un progetto pilota, con cui la Croce Rossa intende coniugare le esperienze maturate sul campo con quelle accademiche del Coris, il dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale della Sapienza, che accoglie le lezioni. 

Terzo perno del progetto sono le nuove tecnologie e i social network come Facebook e Twitter: “Questi strumenti – osserva Della Longa – hanno rivoluzionato completamente il modo di fare comunicazione, e sono a volte più efficaci dei media tradizionali”.

Strumenti potenti sì, ma che bisogna saper usare, a partire dai contenuti: “Non servono solo a ‘darci visibilità’, ma soprattutto a dare informazioni utili. Ad esempio, preparando le comunità locali a rispondere a terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche… Ma anche a sensibilizzare e a fare attività di ‘community engagement’, perché l’80 per cento del lavoro legato alle emergenze si fa prima dei disastri stessi“.

“Pensiamo a quanto è stato importante ricordare che, in caso di maremoto, è imperativo allontanarsi dalla spiaggia poiché subito dopo potrebbe arrivare uno tsunami” continua Della Longa. “Grazie a questo lavoro, in molte spiagge dell’Asia oggi sono presenti cartelli che avvertono i bagnanti della necessità di fuggire nel caso in cui l’acqua dovesse ritirarsi repentinamente dal bagnasciuga”. Cultura del primo soccorso sì, ma anche tutela dell’operatore attraverso lezioni specifiche in psicologia d’emergenza e gestione dello stress.

“Da tempo – sottolinea il portavoce – ricordiamo quanto la tutela dell’operatore sia fondamentale, così quanto conoscere le tecniche con cui approcciare le persone che vivono l’emergenza, o l’analisi del contesto culturale”. Della Longa ricorda quando, durante l’epidemia di ebola del 2014 in Africa occidentale, si sparse la voce che fossero gli operatori stranieri a diffondere il virus. “Per rompere quello stigma orribile lo staff di Croce rossa andò a parlare con gli anziani e i capi villaggio, per spiegare come stavano davvero le cose” ricorda Della Longa. “Solo loro potevano mediare con la popolazione”. Un modulo del corso sarà dedicato anche all’etica dell’audiovisivo: “Non è banale dire che in certi casi è sconsigliabile scattare una foto, e che la priorità è sempre prendersi cura delle persone”. Ma l’emergenza non è solo quella legata ai disastri naturali o ai conflitti.

“I docenti del corso – sottolinea il portavoce – si occupano anche di comunicazione di crisi aziendali e istituzionali, della tutela della reputazione, del modo più appropriato di parlare ai dipendenti o al pubblico, oppure con i giornalisti”. Alle lezioni teoriche in aula sono poi affiancati workshop pratici. “In alcuni – spiega Della Longa – simuliamo veri e propri contesti di crisi per permettere ai partecipanti di mettersi alla prova, vedere in che modo reagiscono, sollecitare domande”. Alla prima edizione del corso hanno aderito studenti, professionisti della comunicazione e volontari di Croce rossa. “Abbiamo voluto raggiungere più persone possibile” chiarisce Della Longa. “E il prossimo obiettivo è organizzare un vero e proprio master, anche in collaborazione con le organizzazioni internazionali partner di Croce rossa”.

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5 luglio 2018
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