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DIRE sanità

Una coppia su 5 ha difficoltà a procreare naturalmente, i centri si mettono in rete

ROMA – Da anni l’Italia sta vivendo un drastico calo delle nascite: nel 2016 sono nati nel nostro Paese 470mila bambini, 20mila in meno del 2015 e 100mila in meno del 2010. Un vero e proprio minimo storico: l’Italia è infatti tra i Paesi in Europa dove nascono meno bambini (1,39 per donna nel 2013) e tra quelli dove l’età media delle donne al primo parto supera i 30 anni. A questo ritmo, nel 2022 ci saranno in Italia 4mila classi di prima elementare in meno rispetto a oggi. Anche la Toscana segue il trend negativo: solo nel 2015, il calo delle nascite rispetto all’anno precedente è stato del 4,2%, con quasi 1.200 nascite in meno. Tra le cause, anche la crescita dell’infertilità: su 10 coppie il 20% circa (una su cinque) ha difficoltà a procreare per vie naturali (20 anni fa la percentuale era circa la metà); circa il 40% delle cause di infertilità riguardano prevalentemente la componente femminile, l’altro 40% riguarda la componente maschile e un 20% invece è di natura mista. Alla luce dell’aumento della necessità di questi trattamenti, lo standard europeo prevede che gli stati debbano garantire 1500 cicli ogni milione di abitanti, numero che nel nostro Paese ancora non è stato raggiunto. Intanto nasce in Italia la prima organizzazione di centri nazionali pubblici e privati nel campo della procreazione medicalmente assistita, con l’obiettivo di contribuire alla lotta contro la sterilità umana, promuovendo studi e ricerche e valorizzando il rapporto con i pazienti: è la Fondazione di Partecipazione Pma Italia, presentata venerdì scorso a Firenze, presso Palazzo Panciatichi (sede del Consiglio Regionale della Toscana). Scopo principale della Fondazione è divenire l’interlocutore di riferimento per tutti i Centri di Pma sia per gli aspetti tecnici sia per quelli scientifici.

L’OBIETTIVO E’ PER UNIFORMARE PRESTAZIONI

“Oggi prende avvio un progetto ambizioso diretto ad unire tutto il mondo della Pma italiana- spiega Luca Mencaglia, presidente della Fondazione di Partecipazione Pma Italia- che si propone come obiettivo da un lato di uniformare e migliorare gli standard delle prestazioni a beneficio dei pazienti e dall’altro di raccordare l’attività dei centri di Pma al fine di porsi come interlocutore forte ed autorevole delle istituzioni e di tutti i soggetti operanti nel campo della medicina della riproduzione”. Attraverso l’innovativo strumento della ‘Fondazione di partecipazione’ per la prima volta i centri di Pma pubblici e privati faranno parte di una medesima organizzazione allo scopo di collaborare nell’elaborazione di azioni e strategie comuni per migliorare gli standard di qualità e di efficacia delle tecniche di Pma, valorizzare i rapporti con i pazienti, contrastare le cause di infertilità umana e tutelare gli interessi degli operatori della Pma.

“PMA DIVENTERA’ SCELTA OBBLIGATA PER UNA PARTE SIGNIFICATIVA DELLA POPOLAZIONE”

“Invero la medicina della riproduzione- prosegue Gianni Baldini, direttore della Fondazione- per effetto di un complesso di fattori come la scelta procreativa sempre più tardiva, stili ed abitudini di vita scorretti, problematiche di infertilità in aumento, e altre concause, assumerà un rilievo sempre maggiore in futuro. Si calcola che la già preoccupante percentuale del 20% di giovani coppie che presenta problemi di infertilità sia destinata nel giro di pochi anni ad aumentare ulteriormente, rendendo la Pma una soluzione obbligata per realizzare un proprio progetto genitoriale per una significativa parte della popolazione“.

05 luglio 2017

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