Vaticano

Galantino ferma lo scontro ideologico sui migranti: “Sono una risorsa”

galantinoROMA  – “Basta usare parole sbagliate, per i terroristi di Dacca si è parlato di figli di famiglie ‘bene’ o ‘perbene’. Sbagliato, quelle sono solo famiglie ricche, e basta, a volte perbene”. Così monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nell’intervento svolto alla presentazione del ‘Rapporto immigrazione 2015: La cultura dell’incontro’ che si è tenuto alla ex Domus Mariae di Roma.

Quanto al tema dell’immigrazione, ha continuato Galantino “stando ai dati, alla realtà, l’immigrazione conviene, ne abbiamo bisogno per la nostra sopravvivenza, il nostro sviluppo“.

Ecco tutti i dati relativi ai 5 milioni di immigrati residenti in italia (clicca qui sotto)

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Poi di nuovo a proposito del linguaggio sbagliato, “dove si parla sempre di invasione, emergenza, che gli immigrati ci portano via il lavoro… la popolazione, addirittura, stando ai sondaggi ha la percezione che la percentuale di immigrati in Italia sia del 34%, mentre siamo solo all’8%. Parole sbagliate che creano solo allarme e ingrassano la paura” ha sottolineato il segretario della Cei. Altro tema toccato da Galantino è lo scontro tra religioni, tra la parte integralista “che cerca di mettere il suo bollino sulla vera fede”, di chi punta “a ideologizzare anche il Vangelo. Due bengalesi ieri a Porto d’Ascoli sono stati aggrediti e pestati perché non sapevano recitare passi del Vangelo… Dobbiamo fare molta attenzione, anche dentro la Chiesa, a certi predicatori”.

Galantino ha parlato anche della sfida che sta di fronte all’Europa, a quello che si deve fare per salvare l’Unione europea: “Dopo la Brexit non si può pensare di salvare la vecchia Europa. Adesso si sono moltiplicati gli interventi perché si torni all’Europa dei valori. Mi aspetto che dopo le parole ci si metta la faccia, si spieghino quali valori. Altrimenti si farà sempre più fatica a credere in una Europa diversa se questa resta in mano a lobby organizzate e arroganti, che cercano di imporre i loro interessi o diritti individuali, certamente rispettabile, a tutti gli altri”.

Insomma, ha concluso sul punto “l’Europa si salva solo se si sconfiggerà la logica della paura, dello scontro e delle rivendicazioni individuali” facendo vincere “la cultura della responsabilità e dell’incontro“.


TERRORISMO. GALANTINO: COLPA IMMIGRATI? DACCA DIMOSTRA CONTRARIO – “L’equazione stupidamente semplificatoria, del terrorismo uguale immigrazione, mi pare che con la strage a Dacca sia saltata in aria” risponde ai cronisti monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, interpellato a margine della presentazione del “XXV rapporto immigrazione 2015” di Caritas e Migrantes. “D’altra parte anche l’altra, che parla di immigrazione collegata all’impoverimento delle nazioni che li accolgono, è luogo comune non vero, non perché lo dico io, ma stando ai dati pubblicati dal Fondo Mondiale e anche dal nostro Rapporto… paradossalmente queste tragici eventi ci stanno dando la possibilità di avere uno sguardo diverso sull’immigrazione”.

La paura però porta anche alla Brexit, ad allontanarsi… “E’ la continuazione di questo tipo di non cultura. La paura è giustificata, la difficoltà non può essere negata, qui nessuno sta a fare l’irenico per presa di posizione, nessuno vuole rinunciare a piangere questi morti a denunciare l’assurdità di queste realtà… però da qui a pensare che l’unica soluzione sia quella di alzare muri mi pare che ce ne passi”.

Per quanto riguarda l’Italia “nel Rapporto presentato oggi emerge un’Italia per certi versi ancora impaurita, per altri capace di compiere gesti di accoglienza non isolati. Il problema è questo: fino a quando continueremo a parlare di immigrazione come emergenza non riusciremo mai a progettare seriamente l’integrazione, l’accoglienza”.

5 luglio 2016
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