Referendum, Cna 'benedice' la riforma: "Senza, l'Italia destinata al declino" - DIRE.it

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Referendum, Cna ‘benedice’ la riforma: “Senza, l’Italia destinata al declino”

cna 70 anniROMA – “Senza un radicale processo di riforma e di modernizzazione dei sistemi in cui è organizzata la nostra vita economica e sociale e delle nostre istituzioni, l’Italia è destinata al declino. Proprio per questo riteniamo molto importante non solo che le riforme vengano approvate ma soprattutto che vengano attuate efficacemente. Sappiamo per averlo visto tante volte nel passato quanto sia facile scivolare nel fondo delle occasioni mancate”. Il presidente della Cna nazionale Daniele Vaccarino, nel corso dei festeggiamenti dei 70 anni della confederazione, promuove la riforma della Costituzione del governo Renzi: “È proprio alla luce di queste ragioni che riteniamo si debba guardare la proposta di riforma costituzionale, su cui in autunno saremo chiamati ad esprimerci, nei suoi validi obiettivi di fondo, andando oltre i singoli specifici aspetti, su cui naturalmente si possono avere pareri difformi”.


BOSCHI: BIVIO IMPORTANTE, NON VEZZO MASOCHISISTICO – “Mettere il referendum costituzionale al centro dell’azione del governo non è stato un vezzo che qualcuno potrebbe definire masochistico: siamo di fronte a un bivio, una scelta importante. Da queste riforme passa gran parte dello sviluppo economico del nostro paese, della credibilità internazionale”, ha spiegato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, partecipando ai festeggiamenti per i 70 anni della Cna.


NAPOLITANO: COSTITUZIONE IMPERFETTA, RIFORMA LA MIGLIORA – “Ai valori e agli indirizzi fondamentali della Costituzione non rinunceremo mai, ma la seconda parte, quella su come deve funzionare lo stato democratico, è migliorabile. L’opera dei nostri costituenti non è stata perfetta e lo sapevano anche loro, ce lo hanno detto: bisognava sanare le debolezze di uno stato fragile con una instabilità cronica”. Lo afferma l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, partecipando ai festeggiamenti per i 70 anni della Cna. Poi, rivela: “Su queste riforme mi sono rotto la testa per quasi 9 anni ponendo il problema, motivandone la necessità, ricevendo assicurazioni, impegni, perfino giuramenti a cui è seguito un nulla di fatto. Al di là dei perfezionismi, questo o quel professore che trova qualcosa che non va, auspico che la maggioranza dei cittadini non faccia ancora una volta finire nel nulla due anni di lavoro e fatica in Parlamento”.


5 luglio 2016
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