Esteri, Amendola: “Sostenere i governi contro il terrorismo”

Vincenzo AmendolaROMA – “Dobbiamo fare i conti con il dato di fatto che il jihadismo ha ampliato la sua caratura geografica, dall’Africa all’Asia”. A spiegarlo al quotidiano L’Unita’ – cosi’ come si legge sul portale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale – all’indomani della sua missione diplomatica in Libia, e’ il sottosegretario agli Esteri, Enzo Amendola. Che ha tenuto a sottolineare: “Il nostro compito e’ favorire processi politici, partendo dalla Libia, che diano la forza agli attori locali di superare la crisi interna e combattere i nuclei terroristici. Questo e’ un messaggio che, insieme ai partner regionali e internazionali, con forte solidarieta’ e aiuti diretti per l’emergenza, passiamo alle autorita’ libiche, impegnate in questi giorni per liberare Sirte”.

Non solo la Libia e il Medio oriente sono bersaglio del terrorismo: nei giorni scorsi una bomba a un affollato caffe’ di Dacca ha aperto una profonda ferita in Bangladesh. A perdere la vita anche diversi connazionali: “Non v’e’ dubbio che il jihadismo internazionale- ha sottolineato il sottosegretario- abbia ampliato negli ultimi tempi la sua caratura geografica – dall’Africa all’Asia – incuneandosi in quelle societa’ dove problemi politici e sociali o veri e propri fallimenti degli Stati, hanno radicato una follia e una violenza legate alla chiamata alle armi arrivata nel 2014 dalla moschea di Mosul. E’ evidente- ha aggiunto- che la coalizione internazionale di cui l’Italia fa parte ha la forza e il dovere, tra Mosul e Raqqa, di vincere militarmente le bandiere nere del ‘Califfato’. Ma allo stesso tempo, questa coalizione e le forze che investono nel multilateralismo, devono ampliare lo sguardo verso quei Paesi che subiscono l’emergere di questa ideologia totalitaria”.

Poi il noto quotidiano vuole sapere le impressioni ricavate dai recenti incontri tra il sottosegretario agli Esteri e le autorita’ libiche: “dentro questa strategia geopolitica di contrasto al terrorismo- ha osservato- l’Italia e’ esposta direttamente alle vicende del Medio Oriente, dove il jihadismo si e’ radicato nella instabilita’ libica o facendo leva sulle fragilita’ di giovani democrazie come quella tunisina. Il nostro compito e’ favorire processi politici, partendo dalla Libia, che diano la forza agli attori locali di superare la crisi interna e combattere i nuclei terroristici. Questo e’ il messaggio che, insieme ai partner regionali e internazionali, con forte solidarieta’ e aiuti diretti per l’emergenza, passiamo alle autorita’ libiche, impegnati in questi giorni per liberare Sirte”. Oltre al terrorismo, prosegue Enzo Amendola, “negli incontri che ho avuto a Tripoli gli esponenti del governo libico hanno presentato la tragedia dei trafficanti di esseri umani che si arricchiscono sulla pelle – e non e’ una metafora – di milioni di persone, migranti e rifugiati”. Qui, la reale difficolta’ emersa e’ quella di “controllare 4mila chilometri di linee di confine a Sud.

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Proprio per questo a livello europeo- ha proseguito il sottosegretario- in una strategia coordinata anche con le disposizioni della missione militare EuNavFor Med, l’Europa deve abbassare lo sguardo e gli interventi verso i Paesi di origine e transito dei flussi migratori, che non sono nelle condizioni di gestire questo fenomeno epocale. Lo sforzo economico e di sicurezza, come proposto nel ‘Migration Compact’, va condiviso anche con i Paesi del Sahel e della zona subsahariana”. A proposito di Migration Compact, il sottosegretario ha detto: “l’Alto Rappresentate per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha presentato un nuovo impianto strategico di politica estera per l’Europa.

Da anni sono falliti tutti i tentativi di costruire istituzioni mediterranee e di cooperazione. Una esperienza triste- ha commentato ancora- visto lo sconvolgimento post 2011, su cui abbiamo il dovere di recuperare in termini di risoluzione dei conflitti, cooperazione allo sviluppo e aprire partnership tra le due sponde del Mediterraneo, per condividere la forza e le sofferenze del Continente africano, con la consapevolezza che tutto questo sara’ centrale nell’agenda di questo secolo per l’Europa” ha concluso.

5 Lug 2016
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