Ambiente

Ecoreati, dai rifiuti al caporalato ecco tutti i dati

CampagnaROMA – Tutto sugli ecoreati:  è stato presentato oggi in Senato Ecomafia 2016, l’annuale report di Legambiente sulle storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia. Ecco alcune evidenze sul malaffare in tema d’ambiente nel nostro Paese.

META’ ECOREATI IN 4 REGIONI SUD, CAMPANIA IN TESTA – Nonostante il calo complessivo dei reati nel 2015, cresce l’incidenza degli illeciti nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), dove se ne sono contati ben 13.388, il 48,3% sul totale nazionale (nel 2014 l’incidenza era del 44,6%). Lo dice Ecomafia 2016, l’annuale report di Legambiente sulle storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, presentato oggi in Senato a Roma. La Campania, dopo aver lasciato alla Puglia il triste primato, lo scorso anno, riprende il gradino più alto del podio. La Campania con 4.277 reati, più del 15% sul dato complessivo nazionale, è la regione con il maggior numero di illeciti ambientali seguita da Sicilia (4.001), Calabria (2.673), Puglia (2.437) e Lazio (2.431). Anche su base provinciale la Campania gode di un primato tutt’altro che lusinghiero: le province di Napoli e Salerno – si legge nel rapporto – sono tra le due più colpite, rispettivamente con 1.579 e 1.303 reati, seguite da Roma (1.161), Catania (1.027) e Sassari (861).

LOMBARDIA IN TESTA PER ECO CORRUZIONE – La corruzione è un fenomeno sempre più dilagante in Italia, è l’altra faccia delle ecomafie, facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale in maniera formidabile. Dal 1 gennaio 2010 al 31 maggio 2016 sono state 302 le inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 2.666 persone arrestate e 2.776 denunciate. La Lombardia è la regione con il numero più alto di indagini (40), seguita da Campania (39), Lazio (38), Sicilia (32) e Calabria (27).

ABUSIVISMO, IN 2015 18MILA IMMOBILI FUORILEGGE – La pressione dell’abusivismo continua senza tregua e non si ferma nemmeno davanti alla crisi generale del settore edilizio. Secondo le stime del Cresme, se nel 2007 l’abusivismo edilizio pesava per circa l’8% sul totale costruito, nel 2015 la percentuale è pressoché raddoppiata e destinata in prospettiva a crescere anche in futuro. Tradotto: nel 2015 sarebbero stati costruiti altri 18.000 immobili completamente fuori legge. Lo dice Ecomafia 2016, l’annuale report di Legambiente sulle storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, presentato oggi in Senato. Impressionanti anche i dati complessivi sul ciclo del cemento: nel 2015 sono stati accertati quasi 5mila reati, 13 al giorno, e sono stati effettuati 1.275 sequestri. La Campania si conferma regione ‘leader’, con il 18% delle infrazioni su scala nazionale, davanti a Calabria, Lazio e Sicilia. Anche su scala provinciale, quelle campane battono tutte le altre, con in testa Napoli (301 reati), poi Avellino (260), Salerno (229) e Cosenza (199).

caporalatoOLTRE 20MILA REATI AGROALIMENTARE, CRESCE CAPORALATO – Gli illeciti legati alla filiera dell’agroalimentare continuano ad essere una piaga nel nostro Paese: nel corso del 2015 sono stati accertati 20.706 reati e 4.214 sequestri. Il valore complessivo dei sequestri effettuati ammonta a più di 586 milioni.  Il numero più alto di infrazioni penali è stato riscontrato tra i prodotti ittici con ben 6.299 illegalità accertate, mentre tra le tipologie specifiche di crimini agroalimentari la contraffazione è tra le più diffuse e colpisce principalmente i prodotti a marchio protetto, come l’olio extravergine di oliva, il vino, il parmigiano reggiano e così via. In espansione però anche il fenomeno del caporalato: sono circa 80 i distretti agricoli, indistintamente da nord a sud, nel quale sono stati registrati fenomeni di caporalato. Nel 2015 – si legge nel rapporto – le ispezioni sono cresciute del 59% ma con esiti davvero negativi, in pratica più del 56% dei lavoratori trovati nelle aziende ispezionate sono parzialmente o totalmente irregolari, con 713 fenomeni di caporalato registrati dalle autorità ispettive.

SEQUESTRATI RIFIUTI PER 141MILA TIR – Nell’ultimo anno e mezzo, grazie a dodici inchieste, sono state sequestrate 3.5 milioni di tonnellate di rifiuti legati a traffico illecito, più o meno l’equivalente di 141 mila tir. Lo dice Ecomafia 2016, l’annuale report di Legambiente sulle storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, presentato oggi in Senato. Per quanto riguarda le attività organizzate di traffico illecito dei rifiuti – si legge nel rapporto – al 31 maggio 2016 le inchieste sono diventate 314, con 1.602 arresti, 7.437 denunce e 871 aziende coinvolte in tutte le regioni d’Italia, a cui sia aggiungono 35 Stati esteri (14 europei, 7 asiatici, 12 africani e uno dell’America Latina), per un totale di oltre 47,5 milioni di tonnellate di rifiuti finiti sotto i sigilli.

RECUPERO 3,3 MLD BENI CULTURALI 2015, 6 VOLTE 2014 – Le Ecomafie mettono a rischio anche i beni culturali: lo scorso anno ne sono stati recuperati o sequestrati dalle forze dell’ordine per un valore che supera abbondantemente i 3,3 miliardi. Un valore 6 volte superiore a quello registrato nell’anno precedente, quando si era “fermato” intorno ai 530 milioni. Ma i criminali continuano i loro affari anche nel racket degli animali con 8.358 reati commessi nel 2015. Invece per quanto riguarda i roghi, alla Campania va la maglia nera per il numero più alto di infrazioni, 894 (quasi il 20% sul totale nazionale), seguita da Calabria (692), Puglia (502), Sicilia (462) e Lazio (440).

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5 luglio 2016
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