Il discorso di Conte; Federmeccanica: industria centrale; Sciopero lavoratori Tim

OK DEL SENATO A CONTE: POPULISTI PERCHE’ ASCOLTIAMO ITALIANI

Il governo giallo-verde alla prova della fiducia. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte chiede il voto favorevole del Senato a un progetto di cambiamento dell’Italia. Assumo l’incarico con umiltà e determinazione, mosso solo da spirito di servizio”, ha detto Conte che e’ tornato a definirsi garante del contratto, avvocato che tutelera’ l’interesse dell’intero popolo italiano. Conte replica anche alle accuse di populismo. “Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo”, dice il presidente del Consiglio.

IL PROGRAMMA DEL PREMIER CONTE IN PILLOLE

“La prima preoccupazione del governo saranno i diritti sociali”, dice Giuseppe Conte delineando al Senato il suo programma di governo. Via libera al salario minimo orario, mentre il reddito di cittadinanza arrivera’ solo dopo la riforma dei centri per l’impiego”. Tasse eque da pagare in maniera semplice, con la flat tax come obiettivo. Lotta dura all’evasione. In politica estera, Conte apre alla Russia, per la quale chiede la modifica delle sanzioni. Stretta sulle politiche migratorie: basta- spiega- con un business cresciuto a dismisura sotto la copertura della finta solidarieta’.

FEDERMECCANICA ALL’ESECUTIVO: INDUSTRIA E’ CENTRALE

Ascoltare le esigenze dell’industria, dare continuità al Jobs act e a Industria 4.0. Federmeccanica fa pesare il suo 8% sul Pil. “Abbiamo un peso specifico importante, l’industria metalmeccanica è la spina dorsale del Paese”, sottolinea il direttore generale Stefano Franchi, che chiede al governo di “mettere al centro la questione industriale”. Rispetto all’annunciata flat tax, Franchi osserva che “se si tolgono fardelli si aiutano le imprese”. Nel primo trimestre dell’anno il settore ha visto rallentare la produzione rispetto al trimestre precedente.

PRIMO SCIOPERO PER GOVERNO, I LAVORATORI DI TIM

Primo sciopero per il governo Conte. A inaugurare la stagione delle rivendicazioni i lavoratori e le lavoratrici di Tim che aderiscono ai Cobas. “Vogliamo ingaggiare il governo sul tema dello scorporo della rete Tim e dei livelli occupazionali”, spiegano i lavoratori, secondo i quali lo scorporo “una cosa assolutamente improduttiva per il settore, antieconomica perché costerebbe diversi miliardi allo Stato. E in più creerebbe un problema occupazionale alle due aziende che ne deriverebbero”. Tim infatti dichiara già 4.500 esuberi che saranno distributi fra le due aziende, avvertono i Cobas.
5 giugno 2018
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