Elementor #208767

“Apprendiamo questa mattina dalla stampa che il personale di ATAC verrà ridotto del 12 per cento. Il piano di concordato presentato dall’azienda al tribunale fallimentare non è ancora stato distribuito agli amministratori della città ma sui giornali apprendiamo notizie molto allarmanti. Il Presidente De Vito anziché pretendere che gli amministratori capitolini siano messi in condizione di visionare il piano ne umilia le funzioni, anziché richiamare la giunta al rispetto delle prerogative di indirizzo e controllo sulle società partecipate esercitate dall’Assemblea capitolina se ne fa complice per oscurare manovre pericolose e inaccettabili. Siamo molto preoccupati sul numero di esuberi annunciati, pari a 1300 addetti tra autisti e operai. La sindaca Raggi e l’assessore Meleo hanno più volte garantito che in Atac sarebbe stata salvaguardata l’occupazione. Sembra di rivedere il film sui licenziamenti nella società Multiservizi. L’ombra di un taglio pesante al personale, ai bus in circolazione (già ridotti del 50% al netto delle vetture guaste) e il blocco del turn-over mette a serio repentaglio l’esistenza stessa del Trasporto pubblico locale della capitale. E’ la fine del tpl della capitale. Alla luce delle notizie odierne sono ancora più evidenti i motivi del rifiuto dell’audizione in Assemblea Capitolina del Presidente di ATAC Paolo Simioni che avrebbe messo in serio imbarazzo la maggioranza M5S e il presidente dell’Assemblea fortemente esposto con i lavoratori Atac e un sindacato indipendente di riferimento. Ora  De Vito non cerchi di fare ulteriore melina e fornisca il piano dell’azienda capitolina di trasporto a tutti i consiglieri comunali”. Così in una nota la consigliera del Pd capitolino Ilaria Piccolo.

5 giugno 2018
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