Finanze, Fitch riduce rating Titano da "Bbb" a "Bbb-" - DIRE.it

San Marino

Finanze, Fitch riduce rating Titano da “Bbb” a “Bbb-“

SAN MARINO – Fitch declassa la Repubblica di San Marino da “BBB” a “BBB-“. La valutazione dell’agenzia di rating, datata 2 giugno e diffusa oggi, è motivata in primis dal fatto che “gli sviluppi del settore bancario– riferisce la relazione dell’agenzia- hanno aumentato la probabilità che siano necessarie ricapitalizzazioni statali, aggiungendo il debito pubblico”. Fitch fa riferimento anche ai risultati dell’Aqr che, sebbene ancora provvisori, “dovrebbero rivelare una perdita di capitale complessiva del sistema -rispetto al requisito minimo di regolamentazione San Marino- pari a circa il 18% del Pil”. E ancora, Fitch ritiene che le soluzioni del settore privato “si dimostrino insufficienti per compensare i deficit di capitale identificati”, tanto da determinare “conseguenti ulteriori iniezioni da parte dello Stato nel corso del tempo”. Di fatto,”la necessità del sostegno del settore pubblico bancario- osserva Fitch- riflette parzialmente le debolezze in atto nella qualità e nella redditività degli asset in tutto il settore”. Mentre “una parte considerevole della mancanza di capitale attesa, individuata dall’Aqr- prosegue- riguarda la sovravalutazione delle attività bancarie, in particolare del settore immobiliare San Marino”.

Fitch spiega poi che le autorità di San Marino intendono accompagnare gli interventi pubblici “con un rafforzamento della regolamentazione e della sorveglianza del settore finanziario” e anticipa “più impulso per la ristrutturazione delle banche”. Le proiezioni degli economisti sul debito pubblico includono in definitiva iniezioni statali nel settore bancario “per un totale del 15% del Pil nel biennio 2018-2020”, anche se, puntualizzano, “esiste una grande incertezza circa l’esatta dimensione e tempistica degli interventi, che riflette la natura provvisoria dei risultati Aqr”. Rispetto all’andamento economico del Paese Fitch riconosce infine che c’è stata “una lieve crescita dalla profonda recessione che ha interessato il Paese dal 2009 al 2014”. La crescita del Pil per il 2016 è stimata all’1,1%, per il 2017 si prevede un rialzo del 1,3% e per il 2018 dell’1,4%.

5 giugno 2017
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