Bombe e siluri, impennata export italiano armi verso i paesi in guerra - DIRE.it

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Bombe e siluri, impennata export italiano armi verso i paesi in guerra

armiRazzi, missili, software e apparecchiature elettroniche, agenti tossici e chimici, perfino siluri: c’è questo dietro l’impennata delle esportazioni di armi italiane, destinata anzitutto a Paesi in guerra, dal Medio Oriente al Sudamerica. Dati e tabelle sono consultabili nella relazione annuale del governo sull’export militare nel 2015, appena trasmesso al parlamento. La conferma più sorprendente arriva dall’Iraq, finora mai comparso tra i clienti italiani, che nel 2015 ha fatto acquisti per oltre 14 milioni di euro. I prodotti più richiesti sono armi leggere e munizioni, con in prima fila Beretta. Nonostante la crisi nel sud-est dell’Anatolia, e i bombardamenti degli avamposti curdi al di qua e al di là del confine con la Siria, sono cresciute in modo esponenziale anche le vendite verso la Turchia. Il loro valore è aumentato da 53 a 129 milioni. Uno degli articoli chiave sono stati gli elicotteri T129, costruiti su licenza di Finmeccanica.

Guerra in UcrainaAltro Paese in guerra in prima fila negli acquisti è il Pakistan, che per far fronte all’offensiva dei talebani ha letteralmente moltiplicato le importazioni dall’Italia: da 16 a 120 milioni. Restando in Asia un altro cliente di peso e’ l’India, nonostante il caso dei maro’. Gli acquisti di New Delhi, impegnata nella repressione dei naxaliti e di altri gruppi armati, sono cresciuti da 57 a 85 milioni. Bombe, siluri, razzi e missili sono stati venduti anche in America Latina, in particolare in Colombia, un Paese che solo ora prova a mettersi alle spalle mezzo secolo di conflitto tra l’esercito e i guerriglieri marxisti delle Farc. Infine, l’Arabia Saudita, impegnata dallo scorso anno in un’offensiva aerea e terrestre per contrastare i ribelli sciiti dello Yemen: dall’Italia a Riad sono arrivati esplosivi, attrezzature elettroniche, siluri, razzi e missili, per un valore complessivo di 45 milioni di euro.

5 maggio 2016
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