Sanità

Sanità, Ricciardi (Iss): “All’estero gli italiani non hanno buona reputazione”

risarcimento-salute-malasanitaAll’estero non abbiamo una buona reputazione. Gli italiani sono infatti conosciuti come un popolo di grandi talentuosi individuali, ma poco affidabili: levantini e piuttosto imbroglioncelli. Siamo famosi soprattutto per cucina, musica e arte, ma purtroppo anche per la criminalità organizzata. Questi sono i luoghi comuni che ci circondano all’estero”. Così Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità e direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, intervistato dall’Agenzia Dire in occasione della presentazione dei dati dell’Osservatorio sul dolore acuto (un progetto Simeu-Simg), che si è svolta oggi a Roma presso la biblioteca ‘Giovanni Spadolini’ del Senato.

“Devo dire- ha proseguito- che molti luoghi comuni sono immotivati, perché siamo molto meglio di come ci dipingono, ma altri sono invece motivati, perché di fatto questi problemi ancora non riusciamo a scrollarceli di dosso. Così molto spesso capita che persone che vengono da altri Paesi, magari molto più imbroglione di noi, con la loro reputazione ottengono risultati superiori alle persone per bene che si spendono sono a livello internazionale. È una battaglia lunga la nostra, perché anche se riusciamo a costruirci nel mondo una buona reputazione, poi arriva qualcuno che la fa crollare immediatamente con iniziative o provvedimenti di vario tipo”.

Ha aggiunto Ricciardi: “Devo dire, però, che credo molto a questa nuova generazione di italiani che sta molto spesso fuori e che lo fa sempre di più per ragioni oggettive. Spero quindi veramente che loro, come già stanno facendo, facciano crescere la reputazione del nostro Paese oltre che- ha concluso- la loro carriera professionale”.

5 maggio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»