Volpi e visoni scuoiati vivi in Russia, e pellicce a Parigi e New York - DIRE.it

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Volpi e visoni scuoiati vivi in Russia, e pellicce a Parigi e New York

zibellino

ROMA – Volpi argentate, visoni, procioni e zibellini catturati, costretti a vivere in condizioni disumane e dolorose e poi uccisi brutalmente, spesso scuoiati quando sono ancora vivi, per diventare pellicce. Pellicce che, a quanto scrive il Daily Mail, andrebbero a rifornire le principali città del mondo della moda tra cui Londra, Parigi e New York fruttando alla Russia milioni di euro. Il che ha indagato su un allevamento-lager in Russia, nella regione di San Pietroburgo. Il luogo, di cui il Mail Online pubblica diverse foto (sotto trovate il link), è agghiacciante. Ci sono gabbie che hanno il fondo fatto di reti metalliche (e tagliano le zampe agli animali) e sporcizia, ma la cosa più terribile è l’immagine di una montagna di carcasse (saranno migliaia) di visoni scuoiati vivi. Sarebbero stati lasciati lì a marcire tre giorni, racconta il quotidiano inglese, non lontano dall’impianto di smaltimento dei rifiuti biologici Znamenka, creando tra l’altro anche rischi per la salute. I cadaveri sono stati scoperti da alcuni attivisti di Vita, centro che si occupa dei diritti degli animali in Russia.

Se non bastassero le fotografie, a rendere ancora più squallido questo luogo sono le parole dell’allevatrice bielorussa Yekaterina Klitsova, raccolte dal Mail Online: “Non ho alcuna simpatia nei confronti di questi animali che stanno per essere uccisi– dice la donna-. Al contrario, sento profonda soddisfazione. Sono contenta che siamo riusciti a far crescere bene la pelliccia in modo da poterla vendere e fare soldi”.

Le immagini brutali di allevamenti come questo, che secondo gli attivisti di Vita sarebbero all’ordine del giorno in Russia, non vengono diffuse e fatte circolare. E, nonostante le proteste occidentali, l’industria della pelliccia, di cui la Russia ha il monopolio, è tutt’altro che in declino, alimentata in parte dal commercio illegale ma anche dal fatto che il Cremlino ha deciso di puntarci come fonte di denaro di fronte alla crisi economica.

In questi allevamenti, un attivista di Vita spiega che in questi luoghi gli animali “sono condannati a una completa assenza di attività, vivono costantemente con la paura e non hanno nessuna possibilità di nascondersi”. Saltano da un lato all’altro della gabbia per disperazione e respirano un’aria malsana, vivendo a contatto con le proprie feci. Molti muoiono nel dolore prima di poter essere utilizzati, visto che la loro pelliccia non ha fatto in tempo a crescere.

Per vedere le foto choc questo è il link

5 maggio 2016
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