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“Fermiamola insieme”, a Roma in piazza contro la Buona scuola

ROMA – ‘Fermiamola insieme’. È lo slogan scelto per l’apertura del corteo dei docenti, degli studenti e del personale Ata partito da piazza della Repubblica a Roma. Con la mobilitazione e con lo sciopero generale, i manifestanti vogliono fermare la riforma della scuola “che non risolve il problema del precariato”, che trasforma “i presidi in manager”, e che “taglia le risorse alla scuola pubblica ma non alla privata”.

‘L’unione fa la scuola’; ‘La riforma si fa ma non cosí’; ‘Chi degrada la scuola riduce gli studenti a clienti, gli insegnanti a buttafuori e le aule a sale d’attesa’, e Napoleone Bonaparte con il volto del premier Renzi, sono solo alcuni degli slogan comparsi in cartelli e striscioni tra i manifestanti.

Il corteo organizzato dai principali sindacati del settore in 8 città italiane, si concluderà a piazza del Popolo passando per via Orlando, piazza Barberini, via Sistina, piazza Trinità dei Monti e via D’Annunzio.

ORE 13, “E’ SOLO L’INIZIO” –  “La manifestazione di oggi è solo l’inizio di una lunga stagione di lotta”. Con questa promessa, dal palco di piazza del Popolo si è chiusa la giornata di protesta contro la riforma della scuola del Governo Renzi. Al termine del comizio in piazza sono proseguiti i canti e i balli con gli studenti che hanno improvvisato caroselli e mini flash mob. La manifestazione, iniziata con un corteo in mattinata a piazza della Repubblica e conclusa a piazza del Popolo ha visto la partecipazione di migliaia di persone (100mila secondo gli organizzatori) tra docenti, personale Ata e studenti.

ORE 11.50, TERMINA IL CORTEO, INZIA IL COMIZIO – È appena arrivato a piazza del Popolo – da piazza del Repubblica – il corteo romano dei docenti, del personale Ata e degli studenti contro la riforma della scuola del Governo Renzi. Sul palco montato per l’occasione, iniziera’ il comizio dei rappresentanti dei sindacati e dei politici che hanno preso parte alla mobilitazione.

ORE 11.20, CIVATI: IL GOVERNO ATTACCA INSEGNANTI E SINDACATI – “Della riforma non mi piace l’atteggiamento culturale in questa circostanza, gli attacchi violenti ai sindacati e agli insegnanti”. Lo ha detto l’esponente del Pd Giuseppe Civati partecipando al corteo di docenti e personale scolastico a Roma. “Oggi ho letto una frase – che poteva essere pronunciata dal ministro Moratti o dalla Gelmini – da parte della Giannini, che dice che questo è uno sciopero ‘politico’. Questo è uno sciopero non politico perché la politica non rappresenta più nessuno, perchè il Pd ha tradito i suoi impegni elettorali e ha fatto una riforma della scuola lontanissima dalla nostra cultura politica. Dopo l’Italicum- ha aggiunto- questo è un ulteriore strappo ancora più duro perché riguarda il futuro di questo paese, non é un fatto di corrente, non riguarda la vita parlamentare ma la storia dell’italia nei prossimi anni”.

ORE 11, “NON SIAMO BURATTINI”  – Mentre la testa del corteo ha gia’ passato Trinita’ de’ Monti, la lunga coda transita ora in piazza Barberini. Migliaia in piazza, tanti i giovani che gridano “Renzi, Giannini, noi non siamo dei burattini”. Il corteo e’ colorato, pieno di bandiere e fischietti. Tanta la polizia che guarda i manifestanti sfilare.

05 maggio 2015

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