Torre Maura, Casapound vede il complotto: Simone come la metereologa svedese

Casapound replica a Simone, il ragazzino che a Torre Maura ha detto 'no' al razzismo nei confronti dei rom con un editoriale di Di Stefano. E i sostenitori si scatenano: "Un coglioncello ideologico", un "mocciosetto". Che "non era lì per caso"
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ROMA – Casapound contro il “pischello antifascista”. “E’ un’infatuazione mediatica”, tuonano sui social, dopo ore di silenzio imbarazzato i fascisti del terzo millennio. A un editoriale di Davide Di Stefano del Primato nazionale è affidata la replica ufficiale controun ragazzo di 15 anni che ripete tre ritornelli cari alla sinistra da Mentana ai centri sociali. La macchina della stampa allineata si mette in moto. Come Ivano dei Castelli romani, ecco Simone di Torre Maura. Basta che arrivi qualcuno che non sembri uscito da un apericena ai Parioli e subito può essere innalzato agli altari della sinistra”, scrive tra gli applausi Di Stefano.

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Un “coglioncello ideologico”, un “mocciosetto“, un “bamboccio cretino” si rincorrono gli epiteti nei confronti di Simone. Ma questa è la reazione più istintiva. Per molti non era affattom casuale che Simone stesse lì a Torre Maura, a quell’ora.

Giovanni Iacomino punta sulla vanità adolescenziale: “Il moccioso ha capito come far parlare di sè, dopo Greta, Ramy, Samir è arrivato lui”.

Attila Bertarelli non ècosi’ ingenuo: “Questo ragazzino di 15 anni mi sembra un po’ troppo sgamato e manco per il cazzo credo al fatto che si sia trovato lì per caso“. Dietro è un piano ordito contro Casapound.

Vittorio Di Giulio traccia un filo rosso tra Greta e Simone: “A me sto ragazzino me sembra come quella svedese che fa la metereologa. Uno preso a caso e messo lì a dire delle frasi ad effetto”.

Angela Maria Bruno ha la certezza che le cose stiano così: “In Svezia hanno usato la bambina con le treccine e la faccia angelica, in Italia il ragazzino quindicenne addestrato a dovere. La sinistra non si smentisce mai, è come un cancro da estirpare”, tuona sulla pagina facebook del movimento.

Marco Valerio Pontecorvi, invece, si preoccupa per la formazione di Simone: “Ma Simoncino con lo zainetto in spalla non doveva andare a scuola? Da come si esprime e la dialettica che usa si suppone abbia passato più mattinate in bisca che sui banchi a studiare”, scrive.

Mentre Francesco Volpe vede nell’intervento di Simone “un ulteriore smacco e una tremenda mazzata alla sinistra e ai suoi simpatizzanti perché ha dimostrato che con i ragazzi di Casapound si può dialogare e discutere democraticamente e civilmente. Ennesimo autogoal della sinistra insomma”.

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5 Aprile 2019
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