VIDEO | “Così ho salvato un minore ivoriano abbandonato dallo Stato in un Cas per adulti” – LA STORIA

Da Cosenza, in Calabria, arriva una storia di denuncia: per errore, un ragazzo di 17 anni è stato abbandonato per 9 mesi nel Cas per adulti di Amantea. E non è il solo
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COSENZA – Minori stranieri abbandonati nei Cas per adulti dallo Stato italiano che viola le sue stesse leggi. Succede in Calabria, in provincia di Cosenza dove, solo grazie all’intervento dei tutori alcuni migranti sotto i 18 anni sono stati trasferiti, dopo mesi dallo sbarco sulle nostre coste, in centri Sprar idonei per la loro età e le loro esigenze.

“Dopo che ho frequentato il corso per tutore – denuncia Vincenzo Corrado, che di professione fa l’ingegnere – mi è stato affidato Omar, un 17enne ivoriano, approdato in Italia a gennaio 2018 e che per 9 mesi è stato abbandonato per errore nel Cas per adulti di Amantea. Una struttura dove, quando è stato affidato a me – sottolinea – erano due minorenni insieme a circa 300 adulti“.

“Per i  minori la legge prevede tutele specifiche” 

Tutto ciò contro la legge Zampa approvata a gennaio 2017 che, con l’istituzione di un albo per tutori volontari, nominati dai tribunali regionali per minorenni, tra le altre cose, tutela nello specifico questa categoria di migranti (MSNA), in quanto soggetti particolarmente vulnerabili. E prevede che vengano collocati presso centri Sprar.
Quindi, sotto l’egida di Corrado, il giovane Omar è stato trasferito nel centro di Mendicino (sulle colline sopra il capoluogo bruzio) dove abita con altri coetanei, ha finalmente iniziato il corso di italiano presso il Cpi di Cosenza “e conduce una vita da adolescente, come gli altri ragazzi“.

“Un’emergenza nell’emergenza”

Quella dei minori stranieri non accompagnati è un’emergenza nell’emergenza: già nel 2016 l’agenzia europea Europol aveva denunciato la scomparsa di 10mila giovani sbarcati sul nostro continente. Quelli di cui non si perdono le tracce, invece, spesso finiscono nelle strutture sbagliate, ribadisce il tutore Corrado.
“Ci sono troppi errori burocratici e procedure lente per le assegnazioni. Ad altri tutori, per esempio, il Tribunale per Minorenni ha assegnato addirittura ragazzi diventati già maggiorenni, categorie non disciplinate dalla legge Zampa. Per cui come fa a definirsi civile uno Stato che non garantisce i diritti dei più deboli?”. 

di Gianluca Palma

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5 Aprile 2019
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