Venezia, Brugnaro: “Grandi navi? Il punto non è scelta Toninelli, vanno tolte subito”

Il sindaco di Venezia ancora una volta punta il dito contro il governo. E annuncia: "Presenteremo il conto della manutenzione del Mose"
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VENEZIA – Sulla questione delle grandi navi a Venezia, “non si sa ancora cos’abbia scelto (Toninelli, ndr), perché questa cosa di continuare a controllare è la scusa per continuare a tirare avanti”. Ma “la questione oggi non è tanto sapere cosa sceglie Toninelli, che non so se a settembre poi farà in tempo a dirci cosa aveva in mente, la questione più interessante è capire se riusciamo a togliere subito le grandi navi” dal canale della Giudecca e dal bacino San Marco. Lo afferma il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, oggi a margine della presentazione del padiglione Venezia della biennale d’arte a Ca’Farsetti.

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“La cosa ci preoccupa e un po’ ci infastidisce onestamente. Perché la soluzione c’era, bene o male è la più logica, abbiamo chiesto in tutti i modi, ci bastava pulire il Vittorio Emanuele per non fare più passare le navi. Il ministro ci faceva una bella figura e insieme a lui tutto il governo”. Quindi “devo dire che francamente è un po’ strana tutta questa questione. Hanno preso voti proprio da persone che volevano che le navi non passassero più… adesso bisogna passare dalla protesta alla proposta”, conclude Brugnaro.

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“PRESENTEREMO CONTO MANUTENZIONE MOSE”

“Il Mose non sono solo le bocche di porto, ci sono tutte le opere di messa in sicurezza e quella roba lì va manutenuta, pagata. Ci devono dire qualcosa”, afferma ancora Brugnaro. “Visto che noi stiamo facendo le manutenzioni bisognerà che ci capiamo su chi deve pagare, perché quelle sono opere che fanno parte strutturale del Mose. Per cui ora faremo i conti di quello che ci è costato, di quello che stiamo facendo e presenteremo il conto“, prosegue il sindaco facendo riferimento alle manutenzioni eseguite a Pellestrina, che hanno evitato che ieri finisse sotto acqua nonostante la marea record.

“A sto punto mi chiedo com’è che sarà dopo. Perché sarebbe già il momento di sedersi e cominciare a dire come lo utilizziamo. Mi sembra che sia doveroso”, prosegue Brugnaro parlando del Mose. “Il tema è che oggi c’è un governo e non ho un riferimento sincero per capire. C’è un ministro legittimato a fare ste robe qua? Sta chiedendo ordini a qualcun altro? Chi comanda realmente? A chi devo rivolgermi? All’avvocato del popolo? Al numero uno, il capo politico? Non lo so”, conclude il sindaco.

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5 Aprile 2019
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