Europa

Calais, dopo lo sgombero della ‘giungla’ scomparsi 129 bambini

calais_migrantiROMA – Dopo lo sgombero da parte delle autorita’ di Calais di una vasta porzione della ‘Giungla’, ossia del campo profughi abusivo in cui abitano ancora migliaia di immigrati e richiedenti asilo, ben 129 bambini sarebbero scomparsi. A denunciare il fatto e’ l’associazione Help refugees (Hr) attraverso un post sul proprio profilo Facebook. Si tratta di minori non accompagnati, che vanno ad aggiungersi ai 10 mila in tutta Europa gia’ denunciati in precedenza dalle organizzazioni internazionali per i diritti umani.

“Siamo profondamente scioccati e molto preoccupati” hanno scritto i responsabili di Hr sul noto social network, biasimando il fatto che le autorita’, nel corso dello sgombero, non abbiano provveduto a mettere in atto misure a tutela di questi minori, privati dal viaggio o dai conflitti da cui fuggono di una famiglia che possa prendersi cura di loro. “E’ semplicemente inaccettaibile” hanno aggiunto, per poi fare appello alle autorita’ competenti affinche’ “attivino immediatamente un sistema di registrazione e di tutela per gli altri 294 bambini non accompagnati che ancora risiedono nel campo di Calais”. Ad oggi, denuncia il gruppo in conclusione nessun sistema di questo tipo “e’ stato ancora mai adottato ne’ a Calais ne’ a Dunkerque”.

Secondo la stessa associazione, le persone migranti ancora residenti all’interno della bidonville sono 4.946. Tra questi, 514 sono bambini, di cui 294 non accompagnati. L’eta’ media e’ 14 anni. Il rischio e’ che i bambini scomparsi finiscano nelle reti della criminalita’ organizzata, come ha denunciato l’Europol, per essere sfruttati nei modi piu’ diversi. Alcuni di loro si nascondono intenzionalmente alle autorita’ europee per paura di essere presi e rimandati nei paesi d’origine, dove ci sono guerre oppure si compiono atti di violenza e discriminazione sulla comunita’ etnico-religiosa minoritaria a cui appartengono.

5 aprile 2016
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