Egitto, Gentiloni: “Svolta su Regeni o misure immediate”

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ROMA  – “La collaborazione con l’Egitto si è rivelata generica e insufficiente“. Lo dice il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, riferendo in aula al Senato su Giulio Regeni.  Se non ci sarà “piena collaborazione” da parte delle autorità egiziane, senza questo “cambio di marcia” il governo sarà “pronto a reagire con misure immediate e proporzionate e il parlamento ne sarà tempestivamente informato”.

La “piena collaborazione” da ricostruire con Egitto vuol dire anche “accertare chi fossero i responsabili della probabile messa sotto osservazione di Giulio Regeni nei mesi precedenti sua scomparsa”, spiega il ministro. “A questo punto credo sia legittimo e doveroso chiedersi se la fermezza della reazione del governo, della magistratura, della famiglia potranno riaprire un canale di piena collaborazione- dice Gentiloni- assicurato tra l’altro dal presidente al Sisi”. Tutto questo “lo capiremo dall’incontro, giovedì e venerdì, con gli inquirenti egiziani”, commenta il titolare della Farnesina, e “piena collaborazione vuol dire acquisire la documentazione importante da noi richiesta, non accreditare verità distorte e di comodo, vuol dire accertare chi fossero i responsabili della probabile messa sotto osservazione di Giulio Regeni nei mesi precedenti sua scomparsa, vuol dire un ruolo più attivo degli investigatori italiani”.

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“Ci fermeremo solo quando troveremo la verità, quella vera e non di comodo. Che l’Egitto sia un alleato importante non è mai stato considerato un ostacolo ma semmai incentivo alla ricerca della verità”, precisa Gentiloni, “e quando poniamo il tema diritti umani in Egitto non lo facciamo per minare stabilità di quel Paese ma per consolidarla”.

5 aprile 2016
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