Di Maio stretto tra Salvini e Zingaretti, il M5S cerca la strada

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ROMA – Prima Matteo Salvini e la sua Lega che macina consensi dappertutto, che aspetta solo le elezioni Europee per avere conferma di essere la prima forza politica e così procedere al rimpasto di governo. Ora c’è pure Nicola Zingaretti, nuovo segretario del Pd, che come prima uscita pubblica nella nuova veste è volato a Torino per attaccare sulla Tav, la linea alta velocità che il M5S non vuole, accusando i grillini di bloccare la ripresa e far pagare ai cittadini l’amaro conto finale dei loro ‘no’. Che fare? Si prende tempo. Oggi c’è stato un vertice tra Salvini, Di Maio e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Alla fine si è rimandato a venerdì per una decisione. Proprio sulla Tav nel Movimento si dà per scontato il via libera ai bandi per scongiurare il danno erariale. Una decisione che, seppur dovuta, potrebbe apparire come una sorta di via libera ai lavori scatenando l’ira dei militanti del Movimento. Il clima è teso, non è una situazione facile, confermano fonti del M5S. Pende sul Governo anche la mozione di sfiducia presentata dal Pd al Senato contro il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Al Senato la maggioranza di governo ha pochi voti a disposizione. Tra le fila del M5S, dove ci sono già due senatrici a rischio espulsione, se dovesse montare l’ira sulla rete dei militanti non è da escludere che qualche senatore si defili, mettendo a rischio la tenuta del Governo. La poltrona di Toninelli traballa, bisognerà vedere se il diretto interessato accetterà di farsi da parte per salvare tutti gli altri.

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5 Marzo 2019
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