Europa

Elezioni, Janning (Ecfr): “Ciao ciao Italia, e l’Ue è più debole”

ROMA – “L’Italia si risveglia piu’ vicina a Budapest e a Visegrad che a Bruxelles; e pensare che con la Brexit doveva diventare un Paese chiave per l’Unione Europea”: a parlare con l’agenzia DIRE e’ Josef Janning, ricercatore capo dello European Council on Foreign Relations (Ecfr) a Berlino.

Il punto di partenza del colloquio e’ l’affermazione di “forze anti-sistema”, capaci di trarre vantaggio dalla “frustrazione profonda” degli elettori

“Le destre euroscettiche festeggiano, e a ragione, perche’ i loro amici della Lega Nord e del Movimento Cinque Stelle hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi” sottolinea Janning. Convinto che tra i partiti nazionalisti le differenze ci siano ma che sia forte anche il collante che li tiene insieme: “La richiesta di restituire agli Stati la sovranita’ che gli e’ stata tolta”.

Oggi l’Unione e’ piu’ debole di ieri

Secondo l’esperto, specialista del processo comunitario di integrazione e allargamento, dall’esecutivo di Prawo i Sprawiedliwosc (Pis) in Polonia a quello di Fidesz in Ungheria e dai deputati tedeschi di Alternative fur Deutschland (Afd) ai seguaci del Front National (Fn) in Francia, “il mantra e’ che l’Ue e’ il male”. E oggi l’Unione e’ piu’ debole di ieri, sottolinea Janning: “L’Italia e’ stata storicamente uno dei Paesi piu’ favorevoli all’integrazione europea e dopo il referendum per Brexit in tanti avevano sperato che potesse emergere come terza forza continentale”.

Il voto ha rovesciato le prospettive

“Quanto piu’ a Roma le trattative saranno lunghe e complesse tanto piu’ il nuovo esecutivo sara’ debole di fronte a Bruxelles” premette Janning. Che rispetto agli orientamenti di fondo, pero’, ritiene la direzione gia’ indicata. “Difficile si possa creare un confronto costruttivo con il presidente francese Emmanuel Macron” spiega l’esperto: “Piu’ in generale, con M5S e Lega cosi’ forti, il governo italiano non potra’ che essere ancora piu’ euroscettico di quanto non sia stato al tempo del primo Berlusconi”.

5 marzo 2018
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