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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it).

Buona lettura

SICILIA, CGIL: MALE DDL RIFORMA PROVINCE – “Dopo due anni di studi, incontri, dibattiti il governo regionale ha partorito un disegno di legge sulla riforma delle province confuso e che non affronta i nodi che il cambiamento implica: le questioni del personale, delle entrate, delle posizioni debitorie, delle reali disponibilità finanziarie dei nuovi enti e soprattutto quella del decentramento di funzioni e competenze”. Così il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, in una lettera inviata all’assessore regionale alle autonomie locali, Ettore Leotta.  Per quanto riguarda il personale la Cgil è contraria all’ipotesi del recepimento della legge Delrio in materia di esuberi, “in considerazione anche delle diverse competenze tra le aree vaste siciliane e quelle nazionali. Non si può inoltre parlare di eccedenza di personale- specifica Pagliaro- senza che siano definiti compiti e funzioni del nuovo ente”. Il sindacato peraltro, come già detto all’esponente del governo, rivendica il proprio diritto di “discutere di tutto il provvedimento e non solo del personale, per le implicazioni di carattere generale che ha, che possono determinare se ben indirizzate nuovi percorsi di sviluppo per la nostra regione”.

 

FAURECIA (TE), GRANDE AFFERMAZIONE FIOM IN VOTO PER RSU – Grande risultato della Fiom nelle elezioni della Rsu nell’azienda Faurecia di Terni che produce impianti di scarico per diversi stabilimenti di Fca. Ne dà notizia una nota della segreteria provinciale: “Il consenso ottenuto dalla Fiom-Cgil corrisponde al 40% sul totale dei votanti e ciò ha permesso di eleggere il delegato più votato e di diventare per la prima volta primo sindacato in Faurecia. Non poca importanza assume il dato dell’affluenza alle urne, che sfiora il 90%, segnale inequivocabile che quando chiamati a scegliere la propria rappresentanza i lavoratori non rinunciano alla democrazia dando credibilità al movimento sindacale”. “È doveroso sottolineare – prosegue il sindacato –  che in queste ultime settimane si sono rinnovate le Rsa in molti stabilimenti Fca e dell’indotto dove la Fiom è stata esclusa dal voto in quanto non firmataria di accordi contro i lavoratori. Significativo è il fatto, come per Faurecia di Terni, che quando la Fiom c’è vince”.

 

VENETO STRADE: NETTA AFFERMAZIONE FILT IN ELEZIONI RSU –  I lavoratori della società Veneto Strade Spa hanno votato nelle giornate del 2, 3, 4 marzo 2015 la rappresentanza sindacale unitaria. “Innanzitutto corre l’obbligo di ringraziare tutti i lavoratori della grande prova di democrazia che hanno espresso con la massiccia partecipazione al voto ( quasi 80%). Questa rafforza direttamente la rappresentatività degli eletti che devono farsi carico immediatamente, insieme alle organizzazioni sindacali, di una fase sociale e economica difficile. Prova di maturità per la serenità dimostrata in tutte le fasi dell’elezione che ha permesso la totale rappresentanza dei sindacati confederali che si sono misurati tra loro”. Lo sottolinea la Filt Cgil Veneto. “Nel voto- aggiunge- netta l’affermazione delle due liste Cgil, con la maggioranza assoluta sia in voti, sia in seggi. L’affermazione vale sia nel collegio di Belluno, sia nel collegio delle altre province venete. Premiato il lavoro sindacale Cgil di questi anni, la proposta politica, le donne e gli uomini presentati nelle liste”.

 

PORTI: 6/3 A GENOVA SIT-IN DAVANTI PREFETTURA – Venerdì 6 marzo si svolgerà lo sciopero nazionale dei Porti proclamato da Filt Cgil Fit Cisl Uil trasporti. Lo sciopero riguarderà i lavoratori dei Terminal, le Compagnie, i dipendenti dei servizi tecnico nautici e dell’Autorità Portuale. Per Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti il disegno di legge ‘Concorrenza’, sconvolge l’attuale sistema presente nei porti con gravi ricadute sui lavoratori. Inoltre, la ‘riforma’ della legge 84 del 1994, portata avanti senza consentire ai sindacati di partecipare alla sua stesura in maniera costruttiva, è un vero e proprio schiaffo ai lavoratori che ogni giorno concorrono a formare la ricchezza di questo Paese. Per le organizzazioni sindacali il sistema di regole vigente nei porti va mantenuto in quanto garantisce stabilità e qualificazione del lavoro, sicurezza di tutti gli addetti, della navigazione e dell’utenza e l’attuale regolamentazione dei servizi tecnico nautici è garanzia per la sicurezza degli scali. Per questi motivi durante lo sciopero di venerdì sarà effettuato un presidio di protesta sotto la Prefettura alle ore 9, durante il quale sarà chiesto un incontro al Prefetto di Genova.

 

LOMBARDIA: A GENNAIO 1104 LICENZIAMENTI TRA I METALMECCANICI – Sono stati resi noti i dati relativi ai licenziamenti nel settore metalmeccanico lombardo. I lavoratori messi in mobilità nella grande e media industria durante il primo mese dell’anno sono 1104, una cifra pari al doppio rispetto a quella dello stesso mese del 2014, quando a perdere il lavoro furono in 524 unità. Lo comunica in una nota la Fiom Cgil Lombardia. “Questo drastico aumento- osserva la Fiom lombarda- può essere motivato unicamente con il fatto che si riducono per legge i tempi della mobilità, e dunque molti lavoratori, per puro calcolo, hanno deciso di andare in mobilità subito, di farsi licenziare, in quanto se l’avessero fatto dopo, avrebbero perso molti mesi di copertura con questo ammortizzatore sociale”. Quasi la metà degli esuberi riguarda Milano e la sua provincia (437), punte significative anche a Bergamo (197 licenziati) e Lecco (161), mentre si dimezzano i licenziamenti nel bresciano.  “Si tratta di dati molto allarmanti che devono indurre a una riflessione seria e definitiva rispetto al problema di quanti perdono il lavoro, come sostiene inascoltata da tempo la Fiom Cgil Lombardia”, afferma Mirco Rota, segretario generale dell’organizzazione. “Questo dato- prosegue Rota- è influenzato molto dal fatto che dal primo gennaio 2015, per effetto della legge voluta dal Governo Monti, diminuiscono i tempi della mobilità. E allora, per ottenere l’indennità di mobilità, molte aziende fanno optare per una mobilità volontaria, in modo tale da mandare i lavoratori in mobilità nel 2014 e consentire agli operai di poter disporre di un ammortizzatore per un tempo più lungo”.

05 marzo 2015

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