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Boldrini scrive lettera ai deputati per il rispetto della parità di genere, sul web fioccano insulti

L. Boldrini

L. Boldrini

ROMA – La presidente, la deputata, la vicepresidente, la capogruppo, la ministra, la segretaria generale. Per le donne occorre declinare il ruolo o l’incarico ricoperto al femminile. Lo sottolinea la presidente della Camera, Laura Boldrini, in una lettera inviata alle deputate e ai deputati sul rispetto identità di genere nel linguaggio. La missiva è stata annunciata dalla terza carica dello Stato durante la partecipazione a un incontro a Montecitorio su linguaggio di genere e rappresentazione del femminile ‘Non Siamo Così. Donne, parole e immagini’, spiegando di non ritenere corretto trovare scritto nei resoconti stenografici d’aula ‘il presidente’. essendo lei una donna.

(CONTENUTO INTEGRALE NELLA LETTERA NEL NOTIZIARIO DIRE IN ABBONAMENTO)

DILUVIO DI INSULTI SUI SOCIAL NETWORK – Nel giorno in cui Laura Boldrini fa l’ennesimo appello a superare la violenza contro le donne, sottolineando che sui social media c’è un tasso di misoginia altissimo, anche tra i giovani, sul suo profilo twitter arriva una pioggia di veri e propri insulti. La presidente ha deciso di rendere pubblica la lettera che ha scritto ai deputati e alle deputate per sottolineare che per le donne il ruolo o gli incarichi ricoperti vanno declinati al femminile: la presidente e non il presidente, la ministra e non il ministro, la deputata e non il deputato, e cosi’ via. Ma a pochi minuti dalla pubblicazione della lettera ecco le decine di commenti contro. Un utente di Twitter scrive: “@lauraboldrini presidente per smettere di tweettare desidera un brava? Le è sufficiente o preferisce altro? Ci dica…. Roberto dice: @lauraboldrini mio dio! ma volete fare le cose serie ???? Il lavoro etc????”. ‘Cinguetta’ Sandro: @lauraboldrini impari prima lei il rispetto. E Carlo aggiunge: “@lauraboldrini da cittadino le dico che per me non ha i requisiti minimi per ricoprire tale carica poi veda lei”. Ma uno dei tweet piu’ duro arriva inaspettatamente da un utente che si firma con un nome femminile, Arianna: @lauraboldrini collega collego!!! Stronza!!!. E in effetti, nonostante la maggiora parte dei commenti sia scritta da uomini non mancano le critiche di alcune donne. Anna scrive: “La paladina delle cause inconsistenti e inutili…Un po’ di buon senso, che diamine!!! E Sabrina scrive: Questione di forma. E la sostanza?. Patrizia prende le distanze: @lauraboldrini #iononsonocosì. Pietro si butta su un commento politically correct: “@lauraboldrini Ci sono persone che non si identificano con il genere in cui sono state categorizzate alla nascita”. Andrea invece si chiede: “Perché il rispetto della donna si evince dal fatto che venga usato l’aggettivo giusto? che tristezza!

I tweet di protesta contro la lettera a favore del linguaggio di genere scritto da Laura Boldrini sono a decine sul profilo della presidente della Camera. Daniele commenta: @lauraboldrini pagata per questo. Un offesa agli italiani e alle italiane. Deputata e Senatrice sono già in uso. Saluti dalla Crusca. C’è anche Augusto: @lauraboldrini quando non si ha nulla di meglio da fare ci si dedica alle stupidaggini. P.s. ad un uomo si potrà dare del collega o collego? Eugenio osserva: “Finalmente tornano al centro del dibattito i problemi fondamentali di tutte le italiane e tutti gli italiani. #ancheno”. Alcuni tweet sono vermante pesanti. Vincenzo dice: lauraboldrini questa non è l’america, gli italiani non perdono tempo con queste cazzate, pensi a cose più serie. E Luca aggiunge: oh questi sì che sono problemi e brava la nostra presidentA fancazzista con turbe da sessismo. Mentre Miciomannaro osserva: “Certo che hai un sacco di lavoro da fare per pensare a queste stronzate!!! Un altro utente, che si firma Senator Roark, commenta: @lauraboldrini questi SI che sono i veri problemi di questo paese!!! BravA e IntelligentA !!!. Infine Antonello fa un appunto ‘di genere’: “All’inizio della lettera dove essere scritto ‘cara collega, caro collega’ e non il contrario. #genderequity”.

05 marzo 2015

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