Etiopia, al via commissione per risolvere tensioni tra comunità

Fornirà pareri per ridisegnare confini ascoltando istanze locali
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ROMA – In Etiopia il parlamento ha approvato la lista dei componenti della Commissione per le frontiere e le questioni di identita’. Questo organismo e’ stato istituito a fine dicembre con l’obiettivo di ridisegnare i confini amministrativi e regionali laddove sono piu’ frequenti le dispute e gli scontri tra le comunita’ e le etnie che costituiscono la popolazione locale. La Commissione, chiarisce il testo di legge, ha mandato triennale e un ruolo prettamente consultivo: eseguira’ analisi sui territori e raccogliera’ le istanze dei residenti. A partire da queste informazioni fornira’ pareri e suggerimenti, che spettera’ poi al parlamento valutare ed eventualmente implementare, nel rispetto della Costituzione.

I membri che la comporranno sono in totale 40 e tra loro figurano una decina di docenti universitari assieme a esponenti della societa’ civile. Il problema delle tensioni tra comunita’ e’ sentito dal primo ministro Abiy Ahmed, entrato in carica nell’aprile scorso dopo le dimissioni del suo predecessore. Dalle istanze delle diverse comunita’ etniche negli anni si sono in effetti costituiti gruppi armati, con cui il governo ha avviato l’estate scorsa un processo di dialogo e disarmo per poterli sciogliere e trasformare in partiti politici.

Sempre di oggi e’ la notizia riportata dalla stampa locale di oltre 200 arresti nel distretto di Asosa, nell’ovest dell’Etiopia: queste persone sono state sorprese dalla polizia a partecipare a esercitazioni militari condotte dal Movimento di liberazione per il popolo Berta, le cui violenze negli anni hanno costretto decine di migliaia di persone a lasciare i propri villaggi.

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5 Febbraio 2019
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