Bombe a Foggia, arrestate 16 persone

Gli inquirenti: "E' la risposta dello stato"
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BARI – Rispondono, invece, di tentato omicidio, detenzione di armi e ricettazione, Gianfranco Bruno, Antonio Bruno (figlio di Rodolfo, componente della societa’ foggiana assassinato lo scorso anno), Antonio Carmine Piscitelli e Giuseppe Ricco. Sono accusati poi di tentata estorsione, incedi e detenzione di armi, Aleandro Di Fiore, Vito Francesco Perdono’, Raffaele Di Fiore, Raffaella Dell’Anno coinvolti in regolamenti di conti tra bande criminali.

Cinque persone sono state arrestate invece a Vieste, comune della provincia foggiana, responsabili a vario titolo di fabbricazione e detenzione di ordigni esplodenti, rapine aggravate, porto e detenzione illegale di armi. Gli investigatori hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare in carcere per Vincenzo Colucci, Pasquale Carbone e Sergio Perekhodko che con inaudita violenza – dicono gli inquirenti – hanno compiuto rapine a bar e tabaccherie.

Michele Notarangelo e Michele Pinto che per conto di un uomo arrestato nell’ottobre scorso, avrebbero nascosto ordigni e armi.

Maxi operazione foggia, da intercettazioni preparativi omicidio 

“Che dobbiamo fare? Anche al fratello devo sparare?”, chiede Giuseppe Ricco ad Antonio Bruno nel corso di una telefonata. “Eh, eccome. Se esce il fratello devi schiattare prima il fratello, per colpa sua e’ successo tutto. Vai e schiaffali due botte a quello”, e’ la risposta. Sono questi alcuni dei passaggi intercettati dai finanzieri che oggi hanno portato a termine – assieme ai carabinieri e ai poliziotti – la maxi operazione che ha condotto in carcere 16 persone.

A parlare sono due degli arrestati che pianificavano una vendetta a colpi si arma da fuoco. Bruno e’ considerato affiliato al temuto clan Moretti – Pellegrino ed e’ soprannominato “il primitivo”; Ricco invece, ha gia’ riportato una condanna per associazione per delinquere di stampo mafioso in quanto inserito nell’organigramma del gruppo criminale facente capo al clan camorristico della famiglia Panico e gia’ braccio destro del capoclan Francesco, leader indiscusso della mala dell’hinterland vesuviano.

Il sindaco ringrazia le forze dell’ordine

Lo Stato c’e’. La lotta alla mafia e all’illegalita’ procede senza sosta. La criminalita’, con la sua violenza e la sua prepotenza, perde un’altra battaglia. La parte sana della citta’ esulta e ringrazia chi ha reso possibile questo meraviglioso risultato”. È il ringraziamento alle forze dell’ordine di Franco Landella, sindaco di Foggia, che cosi’ commenta l’operazione che ha condotto in carcere 16 persone.

“Grazie alle forze dell’ordine e alla magistratura che con passione e sacrificio contro la barbarie di chi vorrebbe la nostra comunita’ impaurita ed in ginocchio. Grazie a quei cittadini che hanno collaborato con lo Stato e che, con le loro denunce, hanno portato agli arresti delle scorse settimane, simboli di una comunita’ che non si piega alla prepotenza e alle minacce”, sostiene Landella e conclude: “Agli attentati dinamitardi di queste settimane lo Stato ha dunque replicato in modo rapido, forte e determinato.

Foggia non deve avere timore. I foggiani non devono arretrare di un solo passo. La fiducia nelle istituzioni non deve diminuire ne’ essere fiaccata in alcun modo. Oggi la nostra comunita’ celebra l’ennesima vittoria dello Stato. E l’ennesima sconfitta della criminalita’ parassitaria e brutale”.

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5 Febbraio 2019
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