Modena è metallara, Forlì pop, Piacenza e Ferrara country. Ecco cosa si ascolta in regione - DIRE.it

Emilia Romagna

Modena è metallara, Forlì pop, Piacenza e Ferrara country. Ecco cosa si ascolta in regione

dischi_musica

BOLOGNA-  Il metal è di casa a Modena. Il pop conquista invece Forlì, mentre a Rimini, che perde il titolo di capitale della dance, la fanno da padrone R’n’b e soul. Piacenza e Ferrara infine sono terra di country e folk. A dirlo è l’annuale ricerca sui gusti musicali stilata da Amazon, sulla base degli acquisti di dischi fatti sul noto portale online nelle città italiane con il maggior numero di residenti.

Nella classifica rientrano 11 generi musicali: pop; classica; alternativa; jazz e blues; hard and heavy; dance ed elettronica; rock; folk e country; rap e hip hop; R’n’B e soul; reggae e ska. E così viene fuori che Modena è la seconda città in Italia dove si ascolta di più l’heavy metal. Un genere che più in generale domina la Pianura padana, visto che al primo posto si piazza Pavia e al terzo Monza. Tenendo gli amplificatori accesi, ma smorzando un po’ la distorsione della chitarra elettrica, si incontra invece Piacenza come seconda città in Italia (dietro Reggio Calabria) dove si ascolta rock classico. La musica pop invece è molto apprezzata a Forlì, che si piazza al terzo posto dietro ad Andria e Giugliano. Scivola dalla vetta invece Rimini, che non è più la capitale della musica dance ed elettronica. La città della Riviera però conquista il primo posto nella categoria R’n’B e soul.

musica

Infine Piacenza si conferma essere la città maggiormente appassionata di musica folk e country, insieme a Trento e Ferrara che scende dal secondo al terzo posto. Curiosamente Bologna, città della musica Unesco e capoluogo dell’Emilia-Romagna, compare solo in due graduatorie: ottava nella categoria R’n’B e soul, decima per la musica alternativa.

Di Andrea Sangermano, giornalista professionista

5 febbraio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»