Agricoltura. Shaurli: "Decreto 'Xylella Free' passo importante" - DIRE.it

Friuli Venezia Giulia

Agricoltura. Shaurli: “Decreto ‘Xylella Free’ passo importante”

Cristiano-Shaurli-FVGTRIESTE – La Conferenza delle Regioni ha dato ieri via libera al decreto del ministero delle Politiche agricole che istituisce l’area indenne da Xylella in tutto il territorio nazionale, ad eccezione delle zone di sorveglianza già definite della Commissione europea. Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Politiche agricole Cristiano Shaurli.

E’ un passo importante e decisivo per il Friuli Venezia Giulia e, in particolare, per il nostro vivaismo viticolo, leader mondiale nel settore – ha commentato l’assessore – perché consente agli operatori di mantenere e far crescere le esportazioni di materiale di moltiplicazione vegetale verso i Paesi che, dopo i focolai in Puglia, stavano adottando misure di limitazione alle importazioni. C’era il rischio per la nostra regione, nonostante altissimi standard qualitativi e controlli fitosanitari all’avanguardia, di subire danni di riflesso da questa vicenda”.

Shaurli ha precisato che l’ok al provvedimento è arrivato a due giorni di distanza dall’incontro con il ministro Martina, durante il quale è stato fatto il punto sui controlli attuati nel 2015 dalle Regioni nei confronti del batterio. “Il provvedimento – ha aggiunto l’assessore – è il risultato di un lavoro intenso e costante condotto sul piano politico e tecnico, fra Regioni e Ministero”.

L’autodeterminazione che abbiamo adottato in Friuli Venezia Giulia il 3 agosto 2015 per dichiarare la xylella assente dal territorio regionale è stata una scelta autonoma e coraggiosa che ha dato una prima risposta alle esigenze del comparto vivaistico viticolo, ma siamo sempre stati consapevoli della necessità di lavorare in sintonia e in collaborazione con il ministero per ottenere una chiara presa di posizione nazionale, finalmente arrivata in dirittura d’arrivo” ha concluso Shaurli.

5 febbraio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»