Turchia, Erdogan a Parigi: sul tavolo diritti e relazioni con Ue

ROMA – Dopo un 2017 segnato da forti tensioni, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan cerca di rilanciare le relazioni coi paesi dell’Unione europea, e lo fa a partire dalla Francia: la visita di oggi di Erdogan a Parigi segue – cosi’ come osserva la stampa francese – l’augurio per una 2018 segnato “da buoni rapporti” con l’Ue, come ha detto il presidente turco nel suo discorso di Capodanno.
Sebbene le incomprensioni di fondo siano numerose e ancora aperte – la questione migratoria, gli standard sui diritti umani e lo stallo del processo di integrazione europea, per citarne alcuni – Erdogan nelle ultime settimane sembra aver ammorbidito i toni: prima ha incoraggiato alcuni incontri con Bruxelles a fine novembre, per discutere di cooperazione comune in ambiti diversi, poi il plauso alla posizione assunta dall’Ue sullo status di Gerusalemme. A stimare il successo di questo viaggio a Parigi saranno comunque le reazioni del governo tedesco, il principale interlocutore di Ankara in Europa.

I dossier sul tavolo di Emanuel Macron non sono tuttavia semplici. Erdogan sara’ invitato a discutere di economia, ma soprattutto geopolitica: Siria, Iran, il movimento del Pkk, e l’estradizione ancora negata dagli Stati Uniti di Fetullah Gulen, che Ankara considera il regista del colpo di Stato di luglio. Macron, conferma ancora la stampa locale, affrontera’ anche i temi della liberta’ di espressione – numerosi giornalisti sono in carcere in Turchia, assieme ad attivisti della societa’ civile – e dei diritti umani, soprattutto in seguito all’ondata di arresti seguita al golpe dell’estate 2016. Su questi punti il governo turco ha gia’ avvisato che la Francia “e’ male informata”, affidando a Erdogan il compito di “spiegare” meglio come stanno le cose.

5 Gennaio 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»