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Saviano: “Salvini e Meloni hanno contribuito a rendere il paese cattivo”. E li invita con lui in Africa…


ROMA – “Vorrei che Meloni e Salvini capissero che non esistono differenze tra razze, non esiste alcuna invasione, ma esiste un Paese, il nostro, che loro due hanno contribuito, con le forze politiche che rappresentano (e che li rappresentano), a rendere inefficiente, cattivo, discriminatorio. Un Paese in cui realizzarsi è difficilissimo per tutti (italiani e stranieri, e non certo per colpa degli stranieri), un Paese da cui la giustizia sembra essere bandita”. Lo scrive su facebook Roberto Saviano, in un post in cui risponde agli attacchi dei leader di Fratelli d’Italia e Lega Nord.

“Ieri scopro di essere nei trend topic di Twitter perché insultato da Giorgia Meloni e Matteo Salvini che mi invitano ad andare a vivere in Africa”, spiega Saviano. “Io in esilio di fatto ci sto già da sei anni- prosegue-, da quando nel 2010, dopo l’inaspettato successo di ‘Vieni via con me’, fui praticamente cacciato dal Governo Berlusconi. Subivo attacchi quotidiani e mi resi conto che l’Italia, il Paese con le mafie più pericolose e potenti al mondo, il Paese che invita costantemente all’omertà, non poteva più essere casa per uno come me. Da allora sono cambiati solo i governi, ma non la sostanza dei fatti“.

“L’Italia però- aggiunge- mi manca moltissimo e torno spesso per lavoro, per vedere gli amici e i miei cari. È la mia terra e non posso smettere di raccontarla, e se il mio racconto è in antitesi rispetto all’immagine del Paese che hanno Giorgia Meloni e Matteo Salvini non posso che esserne fiero“.

“Fiero- prosegue- per non cedere mai alle loro basse semplificazioni. Fiero perché è la complessità a guidare il mio ragionamento e non il più becero razzismo. Fiero perché io scrivo libri e non cerco voti. Non getto reti nel mucchio, non desidero vincere ma ragionare e, soprattutto, convincere. Siamo diversi io, Meloni e Salvini. E della mia diversità ne faccio un vanto“.



SUD CAMBIEREBBE RADICALMENTE CON SINDACI IMMIGRATI

Lo scontro è scoppiato dopo le parole del giornalista napoletano, che  ieri aveva detto di “sognare sindaci africani per salvare il sud martoriato“.

“Loro- continua- propongono discorsi sulla razza, discorsi che io aborro. La città di New York cambiò volto con Fiorello La Guardia, figlio di padre cattolico di Cerignola e di madre ebrea di Trieste. Dal 1934 al 1945 La Guardia fu sindaco di New York, un sindaco figlio di immigrati, con sangue italiano, un sindaco ebreo. Immaginate cosa ne avrebbero detto Salvini e Meloni: ‘Se ne torni tra le pecore, La Guardia, ad amministrare New York non ci vogliamo uno straniero'”.

“Salvini e Meloni- continua lo scrittore nel suo lungo post- gettano ami nel mucchio e come gran parte degli esponenti politici italiani non hanno alcuna conoscenza reale del territorio. Non sanno che ci sono interi paesi del sud Italia come Castelvolturno, come Rosarno, dove gli immigrati si sono ribellati alle organizzazioni criminali quando gli italiani non lo facevano più da decenni. Salvini e Meloni non sanno che esistono comunità foltissime di immigrati che lavorano onestamente e che non sono politicamente rappresentate. Il volto di quei territori, dove camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita sono fortissime, cambierebbe radicalmente con rappresentanti politici immigrati, con sindaci immigrati“.

“Meloni e Salvini- continua- ignorano che il primo sciopero di braccianti, per protesta contro la pratica illegale del caporalato (che, per inciso, avrebbe dovuto essere contrastata efficacemente dallo Stato Italiano) lo organizzò nel 2011 Yvan Sagnet, un ragazzo che veniva dal Camerun, laureato in Ingegneria delle telecomunicazioni al Politecnico di Torino”.

Infine, su twitter, Saviano invita i due leader della destra ad un viaggio con lui: “In Africa con Salvini a recuperare i fondi pubblici della Lega finiti in Tanzania e con Meloni a scusarsi per le atrocità nelle ex colonie“.

05 gennaio 2017

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