Report del Consiglio Grande e Generale di San Marino del 4 dicembre

Nella seduta odierna, come da ordine del giorno, i lavori si aprono al comma 23, dedicato al Progetto di legge in seconda lettura che modifica la normativa del 2013 su sviluppo economico, residenza semplificata, residenza per motivi economici e permesso di soggiorno per motivi imprenditoriali. Ad aprire il dibattito è il Segretario di Stato Andrea Zafferani che presenta la normativa: “ Questa legge- spiega- con la previsione di due deleghe, ci dà uno strumento per intervenire sue due elementi, semplificazione burocratica e capacità di porre in essere leggi di settore per aggredire il mercato”. Tra i punti principali del provvedimento, l’articolo 1 che “prevede deleghe sulle innovazioni tecnologiche- chiarisce il Segretario- il focus su questo fronte non sarà più solo sulle start up ad alta tecnologia, per cui resta una disciplina ad hoc”. Obiettivo sarà quello di “puntare sull’attrazione di intere aree di attività che cercano Paesi con normative complete e chiare”. L’attenzione del Titano quindi in primis sarà rivolta “sulle attività che operano tramite tecnologia blockchain” per cui Zafferani anticipa che le deleghe dovrano essere tradotte in normativa già entro gennaio 2019, “in modo da poter riuscire ad essere tra i primi paesi a creare leggi solide e chiare in questi ambiti”. A supporto di ciò, il lavoro avviato dalla San Marino Innovation e dal suo comitato scientifico a cui partecipano “aziende che non hanno bisogno di presentazione- Cerved, Cisco, Bmw e anche Oracle- attori che mai prima d’ora si erano avvicinati a San Marino e ciò dimostra l’interesse che normative del genere possono generare in questi colossi”. Gli articoli 2-3 riguardano invece la semplificazione dei permessi di soggiorno e delle residenze per motivi economici, alla luce delle difficoltà applicative riscontrate. Altro articolo considerato rilevante dal Segretario di Stato è il 9 che contiene deleghe “per porre in essere iniziative di semplificazione burocratica e amministrativa”. Infine, il Segretario Zafferani conclude l’intervento assicurando che il Pdl “potrà dare le gambe a uno sviluppo più importante della nostra Repubblica” per effetto dell’ammodernamento della normativa. “Lo potrà fare in tempi brevi- prosegue- compatibili con un mercato che corre e con cui bisogna stare al passo e compatibile con la necessità di stimolare l’insediamento e la crescita di imprese nel Paese”. Il dibattito viene interrotto dopo la segnalazione, da parte del consigliere Pdcs Pasquale Valentini, della mancanza della relazione di maggioranza al provvedimento, prevista per regolamento.

I lavori riprendono quindi dal comma 11, Ratifica decreti delegati-decreto legge. L’aula procede all’esame e ratifica a maggioranza del decreto delegato n.135 Agenzia per lo sviluppo digitale. Si apre quindi il dibattito e si avvia l’esame del decreto n. 143 “Disposizioni relative alla struttura e alle modalità organizzative e gestionali del Commissariato Generale del Governo per la partecipazione all’Esposizione Universale di Dubai 2020”. Durante il dibattito i consiglieri di Rete-Mdsi puntano il dito contro i due incarichi previsti di Commissario e Vice-Commissario, diversamente dal passato, in cui si era limitati alla nomina del solo commissario.
I lavori proseguono con l’esame dell’articolato del decreto e continueranno fino alle 24.

Di seguito un estratto degli interventi della prima parte della seduta odierna.

Comma n. 23. Progetto di legge “Modifica dell’articolo 21 della Legge 27 giugno 2013 n.71 – Legge in materia di sostegno allo sviluppo economico – della residenza semplificata, della residenza per motivi economici e del permesso di soggiorno per motivi imprenditoriali” (II lettura)

Andrea Zafferani, Sds Lavoro, Industria, Commercio e Artigianato
Finalmente discutiamo la legge in seconda lettura, è stato un iter lungo rispetto alla sua presentazione. Come Paese stiamo attraversando un momento in cui non abbiamo molta disponibilità di risorse economiche, in realtà sono sempre meno le risorse che possiamo mettere a disposizione per lo sviluppo, per le ragioni che sappiamo. Proprio per questo è fondamentale agire bene, in maniera efficace e veloce sul lato normativo, rendendo maggiormente competitive le nostre leggi con l’obiettivo di favorire l’insediamento, la crescita e la possibilità di avere attività più libera possibile da parte delle imprese, togliendo vincoli, snellendo la burocrazia e riuscendo a portare a compimento- magari per una volta tra i primi Paesi al mondo – delle leggi di settore che possano favorire la nascita e la crescita in territorio di alcuni settori che stanno cercando Paesi con normative compiute prima degli altri. L’indagine Doing Business e gli indicatori che prende in esame mostrano quanto importante sia la normativa per essere competitivi come Paese, per l’apertura di imprese, il pagamento delle tasse, la risoluzione delle insolvenze e altri indicatori. Non va sottovalutato questo aspetto quando parliamo di politiche per lo sviluppo. Essendo interventi a costo zero, dobbiamo dedicarci anima e corpo in questa fase, ne abbiamo ampio margine, visto che in anni passati abbiamo creato tanti vincoli e ostacoli alle attività di imprese. Dovevamo infatti recuperare un forte gap sui controlli antiriciclaggio, oggi questi vincoli però non ci mettono in una posizione soddisfacente in quell’indagine. Dobbiamo fare attività di rimozione dei vincoli e degli ostacoli molto in fretta, da un lato perché vogliamo migliorare in maniera significativa relativamente all’indagine del prossimo anno, e dall’altro perché il mercato corre. E le imprese guardano con attenzione chi offre le condizioni migliori. Questa legge, con la previsione di due deleghe, ci dà uno strumento per intervenire sue due elementi: semplificazione burocratica e capacità di porre in essere leggi di settore per aggredire il mercato; Quindi si elaboreranno così normative nuove e snelle, capaci di aggiornarsi velocemente al variare delle condizioni di mercato.
Vado nei dettagli: l’articolo 1 prevede deleghe sulle innovazioni tecnologiche, si allarga la possibilità di intervenire per creare leggi di settori in ambito di innovazione tecnologica, superando lo stretto confine delle start up ad alta tecnologie, allargando gli orizzonti e puntando ad altri specifici settori dell’innovazione su cui San Marino vuole entrare. Il focus su questo fronte non sarà più solo su start up ad alta tecnologia, per cui resta una disciplina ad hoc. Cercheremo di puntare sull’attrazione di intere aree di attività che cercano Paesi con normative complete e chiare. La primaria concentrazione sarà sulle attività che operano tramite blockchain, tecnologia che potrebbe diventare così diffusa da cambiare pratiche che oggi diamo per scontate e su cui vogliamo arrivare per primi. Obiettivo è tradurre queste deleghe in una prima base normativa entro gennaio 2019, in modo da poter riuscire ad essere tra i primi paesi a creare leggi solide e chiare in questi ambiti. Sarà fondamentale il lavoro che sta svolgendo San Marino Innovation e il suo comitato scientifico cui partecipano primari studi legali italiani e aziende che non hanno bisogno di presentazione- Cerved, Cisco, Bmw e anche Oracle ttori che mai prima d’ora si erano avvicinati a San Marino e ciò dimostra l’interesse che normative del genere possono generare in questi colossi.

Gli Articoli 2-3 riguardano la semplificazione dei permessi di soggiorno e delle residenze per motivi economici, si reintroduce il deposito di una fideiussone per la richiesta di residenza per motivi economici sia per le residenza semplificate. Il regime di garanzia reale introdotto con la legge sviluppo ha creato problemi applicativi e si è reintrodotta la fideiussone come alternativa. Riguardo ai permessi di soggiorno per motivi imprenditoriali si chiarisce l’aspetto legato ai settori di attività, in modo da evitare problematiche interpretative. Permesso viene precluso solo per società operanti esclusivamente nei settori turistico e commerciale.

L’Articolo 9 è un altro elemento di grande importanza della normativa. Contiene, per facilitare le attività economiche, deleghe per porre in essere iniziative di semplificazione burocratica e amministrativa. Con la delibera n.28 del 17 luglio 2018 è stato nominato un gruppo di lavoro interdisciplinare per ridurre il numero di procedure, le tempistiche e i costi per l’avvio di impresa, per revisionare tutti i processi di avvio di attività imprenditoriali. Il gruppo ha consegnato a metà ottobre un’approfondita relazione con 15 punti di lavoro per rendere snello e veloce il rapporto tra Pa e impresa, punti posti sotto una maggior attenzione e su cui si cercherà di inserire i necessari interventi normtaivi: l’introduzione del silenzio assenso, la segnalazione di inizio attività, raccomandata e fattura elettronica, istituto della conferenza dei servizi, l’equipollenza di documenti esteri, la revisione degli adempimenti e delle disposizioni su adeguata verifica, l’eliminazione del concetto di licenza ad operare, per cui basterà costituire società con il suo oggetto sociale, la revisione delle competenze in capo agli organismi istituzionali, del procedimento di autorizzazione del Consiglio dei XII per l’acquisto di abitazione di imprenditori esteri che intendono vivere in Repubblica…in alcuni casi serviranno modifiche normative, in altri casi basteranno regolamenti interni, in altri basterà cambiare il modus operandi degli uffici. Sono temi che ci consentiranno di migliorare fortemente nell’indagine Doing Business e dovranno essere posti in essere al massimo entro aprile prossimo. Sono interventi che daranno le gambe allo Sportello unico di impresa che aprirà i battenti il 2 gennaio, per una reale velocizzazione delle procedure. La logica deve essere quella di consentire alle imprese di lavorare senza blocchi e vincoli ex ante, potenziando invece i controlli ex post come previsto da parte dell’articolo 9 che prevede la revisione delle procedure di controllo e intervento su società che non si comportano bene.

Il dialogo con le associazione di categoria e i professionisti su questo tema è fondamentale, abbiamo attivato una mail per ricevere segnalazioni e suggerimenti diretti da parte di cittadini professionisti e imprenditori su piccole e grandi burocrazie che vanno rimosse. Sarà coinvolta, come prevede la legge, la commissione Finanze in una discussione preliminare all’emissione dei decreti. E’ un lavoro importantissimo, una delle principali politiche industriali di sviluppo che possiamo fare, per diventare un paese più competitivo e giocarci al meglio le nostre opportunità. Bassa tassazione, essere un paese sicuro, velocità di fare normative e vicinanza con le istituzoni. Per giocarci al meglio questi punti di forza dobbiamo essere competitivi sulle norme. E’ una norma che potrà dare le gambe a uno sviluppo più importante della nostra Repubblica per effetto di ammodernamento della normativa, lo potrà fare in tempi brevi, compatibili con un mercato che corre e con cui bisogna stare al passo e compatibile con la necessità di stimolare l’insediamento e la crescita di imprese nel Paese in tempi brevi.

Alessandro Bevitori, Ssd
Andiamo alla seconda lettura di un importante progetto di legge presentato a maggio 2018, un iter abbastanza lungo per un progetto di legge di cui abbiamo estrema necessità. Oggi per risultare competitivi non è sufficiente una fiscalità leggera, avere incentivi fiscali e quindi fare concorrenza utilizzando solo la leva fiscale. Il sistema ha bisogno di una semplificazione normativa e di tutti i servizi pubblici, avere una amministrazione pubblica che sia effettivamente al servizio utenza. Chi vuole venire a San Marino, la sceglie non solo perchè è logisticamente un paese strategico e può trovare favorevole il sistema fiscale, ma è fondamentale avere una semplificazione normativa, avere i controlli ex post, come previsti da questa legge, perché i controlli a monte sono un problema e spingono gli imprenditori altrove. Avere un’amministrazioen amica è fondamentale per gli imprenditori e questo Pdl va in questa direzione. Sono convinto potremo avere immediati benefici a livello immediato, per imprenditori che si informano per investire a San Marino, sia a livello propagandistico, possiamo spendere questo efficace strumento normativo che ci consentirà di scalare la classifica Doing Business a cui molte riviste economiche fanno riferimento.

Pasquale Valentini, Pdcs
Non si può parlare di come favorire investimenti, senza tenere conto che elementi fondamentali di questa facilitazione sono lo stato di diritto, che ha subito proprio qualche giorno fa un altro duro colpo, e il sistema bancario che mi sembra pure abbia grossi problemi. Non possiamo pensare di intervenire sul discorso dello sviluppo e delle facilitazioni delle imprese, senza tenere conto di questi fattori.
Come è possibile presentare un progetto di legge senza la relazione di maggioranza o unica? Non c’è, questa non è una cosa normale, chiedo perché un pdl che passa in commissione non è accompagnato dalla relazione. Stiamo facendo una cosa che non è prevista secondo il regolamento nei percorsi legislativi. Non si può porre all’Odg di un Consiglio, se in quei 15 giorni non è stata presentata la relazione. Facciamo la discussione in seconda lettura di questo Pdl in maniera impropria. Diventa ancora più grave, perché lei Segretario ha tenuto a ribadire che uno degli elementi fondamentali è quello della capacità normativa che dobbiamo dimostrare con questo intervento.
La capacità normativa è quella di dare la sensazione che le leggi non cambiano ogni 5 minuti, invece noi andiamo a modificare norme del 2017 e del 2018, norme vicinissime. Non solo: si modifica anche il testo del 2013, fatto quando San Marino era ancora in black list, era necessario trovare il modo di trovare attività economiche per insediarsi nel nostro Paese, e dopo 5 anni rivedere la norma ci sta. Ma noi, dopo 5 anni, cambiamo la norma solo manifestando intenzioni, dicendo che si cambia la norma con un decreto delegato. Se c’era una necessità in questo momento, era una seria relazione su come sono andate le cose in questi 5 anni, dati e risultati alla mano, e sulla base di questi produrre una base normativa più solida, più chiara e duratura all’interno della quale fosse indicato cosa eventualmente si potrà cambiare per decreto delegato. Tutte le cose previste lo sono dicendo ‘per decreto delegato verrà definito tutto questo’. La legge non fa altro che dare dei mandati che un esecutivo ha già. Tutti particolari sono rimandati al decreto delegato che è subito esecutivo una volta emesso, anche la modalità stessa in cui si è scelto di legiferare è una modalità assolutamente precaria, il contrario della solidità normativa che si dice si vorrebbe portare avanti.

4 Dicembre 2018
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