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Referendum costituzionale, l’Italia un anno dopo

 

ROMA – Bilancio a un anno dal referendum costituzionale. Cos’e’ cambiato?

“Qualcosa e’ cambiato: Renzi non e’ piu’ presidente del consiglio, e’ stato sconfitto clamorosamente. Le deformazioni costituzionali che voleva portare avanti sono saltate”, dice il presidente del ‘Comitato per il no’ Alfiero Grandi, intervistato dalla Dire.

“Purtroppo- aggiunge- non tutto e’ andato come doveva. Oggi Renzi, ma non solo lui, fa finta che non c’e’ stato il referendum. Proprio oggi abbiamo presentato una proposta di legge per modificare l’articolo 81 della Costituzione, riportandola a com’era, perche’ non possiamo accettare l’austerita’ come vincolo di bilancio. E porteremo avanti la battaglia per modificare questa legge elettorale nefasta che portera’ all’ulteriore prolungamento di un parlamento di nominati dall’alto”.

 

Alle prossime elezioni politiche probabilmente sara’ difficile formare una maggioranza. Per i sostenitori del si’ avverra’ anche per colpa della vittoria del ‘no’ il 4 dicembre scorso.

“Sono vittime delle loro macchinazioni”, risponde Grandi e aggiunge: “Loro hanno voluto fare questa legge elettorale, loro hanno voluto impedire ai parlamentari di poterne discutere, loro hanno imposto con otto voti di fiducia questo testo, loro hanno cercato in ogni modo tra l’altro con un accordo tra Pd, Forza Italia e Lega. Un accordo veramente strano, perche’ il Pd non e’ favorito da questa legge elettorale. E l’unica spiegazione e’ che vogliono avere meno parlamentari ma decisi da loro, fedeli. Un parlamento di fedeli e’ il contrario del Parlamento. Il parlamento non deve essere fedele se non agli elettori che eleggono i parlamentari. Prima hanno cercato di stravolgere la costituzione e adesso con la legge elettorale sperano di recuperare quello che hanno perso con il voto. Cercheremo di fare in modo che perdano ancora”.

 

Lei indica in Matteo Renzi il responsabile. Ma il segretario del Pd non e’ fuori dai giochi?

“Renzi non e’ fuori dai giochi. Piuttosto sta portando il Pd fuori dai giochi. Ma non e’ fuori dai giochi perche’ continua a fare disastri. Il centrodestra dopo aver detto che non andava bene la modifica costituzionale- aggiunge Alfiero Grandi, presidente del comitato per il no- oggi sembra essersi dimenticato praticamente di tutto e c’e’ da aspettarsi qualcosa di negativo. I Cinque Stelle coltivano questo sogno di vincere le elezioni e diventare primo partito, ma si renderanno conto che non basta questa scelta e dovranno tornare a un confronto politico anche con altri. Noi continuiamo a insistere sulle nostre proposte a cominciare dalla Costituzione e da una legge elettorale che consente ai cittadini di scegliere i parlamentari. Abbiamo portato a Grasso 230mila firme e malgrado questo sono andati avanti con i voti di fiducia. Continueremo a dare battaglia”.

04 dicembre 2017

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