Meloni, bomber d'Europa: "Gioia doppia, in gol per la ricerca" - DIRE.it

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Meloni, bomber d’Europa: “Gioia doppia, in gol per la ricerca”

La ricerca del gol. Mestieri diversi, strade differenti anche se parallele, un unico obiettivo: andare in porta e segnare un punto a proprio favore, in un campo di calcio o in un laboratorio. Lui e’ Giuseppe Meloni, 30 anni appena compiuti, attaccante dell’Unicusano Fondi calcio, la squadra della ricerca scientifica italiana, che milita in serie D (girone H). Ormai per tutti il bomber d’Europa. Si’, perche’ con 21 reti in 14 partite nessuno e’ come lui. Meglio di Messi, di Cristiano Ronaldo e Higuain. E piu’ lui segna, piu’ crescono i progetti di ricerca dell’ateneo con sede a Roma: l’impegno quotidiano che i calciatori e lo staff mettono sul campo e’ contemporaneamente un lavoro al servizio delle storie di scienza e medicina, dei ricercatori e delle associazioni che lavorano con difficolta’ e lontani dai riflettori.

A ogni gol “la gioia e’ doppia”, spiega Meloni all’agenzia Dire poco prima di iniziare gli allenamenti del pomeriggio. “Questa pubblicita’ che sta avendo la mia performance serve anche a far conoscere la ricerca, che da’ speranze e aiuta tante famiglie. Spero di continuare cosi’ e che ci siano sempre tante persone ad aiutare questi progetti perche’ servono davvero a tutti noi”. La responsabilita’, non solo del ruolo in squadra ma anche dell’attivita’ scientifica, Meloni l’ha respirata fin da questa estate, da quando ha firmato per l’Unicusano Fondi.

“Quando sono arrivato, la prima cosa che mi hanno spiegato, oltre al progetto calcistico, e’ stato quello dell’universita’. Ed e’ stato anche il primo giro che ho fatto appena arrivato a Roma: ho visitato tutta l’universita’ e tutti gli ambienti, e devo dire che sono rimasto a bocca aperta. Sono organizzatissimi e si vedono tutta la passione e la voglia che mettono nella loro attivita’”.

Meloni ha sempre segnato una montagna di gol. Eppure ha sempre dovuto lottare per un posto in squadra o salire di categoria. E adesso, a 30 anni, la soddisfazione di essere diventato il bomber piu’ prolifico del continente. Per questo ai ricercatori “dico di non mollare mai e di andare sempre avanti, perche’ quando sembra che tutto sia finito arriva il momento della svolta”. Come successo a lui. “Qualche anno fa avevo deciso di scendere di categoria e se non mi fosse andata bene avrei mollato e pensato piu’ a lavorare che a giocare a calcio. Invece nel momento piu’ disperato ce l’ho messa tutta e ho risollevato la mia carriera”. La stessa cosa puo’ succedere tra microscopi e camici: “Magari si pensa di non essere riusciti a trovare la cura e poi al 90esimo arriva il gol che fa guarire tutte le malattie”.

Ma Meloni e l’Unicusano dove vogliono arrivare? “Sicuramente in alto. Come la ricerca ha l’obiettivo di trovare piu’ soluzioni possibili per tutti i progetti, il nostro e’ quello di vincere il campionato. Speriamo di farcela”. 

4 dicembre 2015
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