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Bentley e ville con piscina, e intanto evadeva il fisco per 96 milioni

BOLOGNA – Vendeva auto storiche e di lusso in giro per l’Italia e nella vita privata si trattava bene, tra Bentley, DeLorean, ville con parco e piscina, collezione di penne di lusso e tanti quattrini. C’è però un piccolo particolare: da alcuni anni si era creato una residenza a Montecarlo per sfuggire al fisco, a cui denunciava solo una piccola parte dei suoi guadagni.

gdf_bentleyLa Guardia di finanza di Bologna, che ha indagato su di lui e mesi fa è riuscita a farlo finire agli arresti domiciliari, ha stimato che abbia evaso qualcosa come 96 milioni di euro in cinque anni, dal 2009 al 2014, anche grazie a ‘giochini’ che faceva con le sue aziende, che metteva in liquidazione e svuotava di ogni bene per evitare controlli, per poi tornarne in possesso attraverso dei prestanome.

auto_lussoAl centro di questa truffa c’è un commerciante di 70 anni, originario di Pavia, dove vive. Qualche anno fa il suo nome era uscito sui giornali perchè aveva acquistato metà della villa di Cap Martin, in Costa Azzurra, dall’ex banchiere Gianpiero Fiorani (poi finita pignorata da Equitalia per debiti che il 70enne aveva col fisco). Il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza, che ha chiamato l’indagine “Mille miglia” dal nome della gara di auto storiche a cui il commerciante partecipava, l’ha incastrato perchè nel 2013 non è riuscito a evitare, come faceva di solito, il fallimento di una società che vendeva auto di lusso a Bologna, la Andromeda. Le indagini ora sono finite e la Gdf in una nota tira le fila di quanto scoperto sul suo conto. L’inchiesta in Procura è del pm Giuseppe Di Giorgio e conta 14 indagati (tra cui due professionisti, uno campano e uno toscano, e un cittadino svizzero), accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e falso.

gdf_auto_lussoNel corso delle indagini, oltre all’arresto del commerciante di auto di lusso, ci sono stati anche molti sequestri preventivi per oltre otto milioni di euro, tra ville con piscina, auto e penne di valore. In particolare, sono state sequestrate 17 auto (guarda il video) per un valore complessivo di 800.000 euro: tra queste ci sono una DMC De Lorean, una Lancia Delta S4 037, due Bentley (Arnage e Azure cabrio), nonché le “repliche” di due modelli della Ferrari (330 GT P4 e 250 GT California cabrio). Nella carrozzeria e negli interni sono identiche alle originali, ma sono realizzate con motori non ufficiali e senza l’utilizzo del logo della casa madre, il che le rende meno costose ma comunque preziose per gli appassionati del settore.

gdf_auto_lusso2Sigilli anche per tre immobili, due dei quali sono ville con parco e piscina a Pavia (per un valore totale di 5,5 milioni di euro), un’importante collezione di 246 penne da scrittura di una nota casa fiorentina (del valore di oltre 400.000 euro), nonché assegni e denaro contante per 1.250.000 euro. Nonostante avesse trasferito la residenza nel Principato di Monaco, le indagini della Gdf hanno dimostrato che in realtà il 70enne aveva mantenuto in Italia il centro dei suoi interessi, sia personali che economici: dal 2004 al 2014, aveva infatti continuato a gestire svariate società attive nel settore immobiliare e dell’intrattenimento notturno, ma soprattutto operative nel commercio di autovetture storiche e di lusso.

gdf_millemigliaLa gestione dei suoi affari, possibile anche grazie a commercialisti e professionisti consenzienti, era tutta intentata a evadere le tasse. In particolare, racconta la Finanza, quando il Fisco puntava i fari su una sua società (e partivano gli accertamenti), lui la metteva subito in liquidazione. Avviata la procedura di liquidazione, avvalendosi di prestanome nullatenenti individuati grazie a fidati collaboratori (tra cui i professionisti indagati), il commerciante di auto di lusso le spogliava dei beni di valore che però, attraverso una serie di simulati passaggi di proprietà, tornavano poi in suo possesso, rientrando nel patrimonio di altre società sempre a lui riconducibili. Tutto questo meccanismo serviva a scongiurare il fallimento che, se fosse stato dichiarato, avrebbe potuto destare l’attenzione delle istituzioni.

gdf_penneTerminata la procedura di liquidazione, grazie anche alla presentazione di bilanci ed atti falsi, richiedeva la cancellazione della società dal registro delle imprese e dava avvio ad una serie di escamotage (trasferendo la sede delle società in luoghi non veritieri e presentando ricorsi pretestuosi alle sedi dell’Agenzia delle Entrate di volta in volta interessate), realizzati al solo fine di far trascorrere un anno dalla chiusura della liquidazione (termine previsto per la richiesta di fallimento). Così facendo, il commerciante riusciva a eludere le pretese del Fisco, accumulando un debito di oltre 40 milioni di euro.

gdf_penneHa però commesso un errore: calcolando male i tempi delle pratiche, non è riuscito a evitare il fallimento di una società bolognese, la Andromeda: il Tribunale, su istanza dell’Agenzia delle Entrate, l’ha dichiarata fallita nel 2013. Proprio da qui ha preso avvio, su delega della Procura, l’indagine delle Fiamme Gialle, che hanno scoperto società schermo e trasferimenti simulati di beni, di cui il 70enne continuava a disporre. Grazie a indagini bancarie, la Gdf ha ricostruito che, sotto il profilo fiscale, l’ammontare della ricchezza movimentata e sottratta al Fisco italiano dal 70enne: oltre 96 milioni di euro per gli anni dal 2009 al 2014.

di Marcella Piretti, giornalista professionista

04 dicembre 2015

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