Italiani poco fiduciosi nei partiti, nell’Ue e nel Governo. Lo conferma un rapporto del Censis

cameraPolitica e societa’ sono ancora fuori sincrono. Quanto piu’ lo Stato non rappresenta un baluardo sicuro per gli individui rispetto alle minacce al loro benessere, tanto piu’ la Politica deve farsi performance: deve tagliare con il passato ed essere percepita come veloce, efficace, risolutiva. Ma resta un deficit di fiducia nei cittadini. La globalizzazione continua a dividere gli italiani: conserva un valore positivo solo per il 39%, il 47% ne da’ invece un giudizio negativo, il 14% e’ incerto”. E’ quanto si legge nel 49 rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2015.

“Sul libero mercato gli italiani esprimono un consenso largo- si legge- il 66% ne da’ un giudizio positivo, solo il 25% si mostra critico, il 9% non ha un’opinione in proposito. Ma allo stesso tempo il 39% considera positivamente il protezionismo, contro il 46% che esprime una valutazione negativa e il 15% di dubbiosi. Solo il 23% degli italiani ritiene che l’Ue tenga opportunamente conto dei nostri interessi nazionali (contro una media europea, riferita ai rispettivi interessi nazionali dei diversi Paesi membri, pari al 40%), mentre due terzi (il 67%) sono convinti del contrario”.

“Gli italiani si distinguono per un livello di fiducia accordato alle diverse istituzioni politiche piu’ basso di quello espresso dai concittadini europei- conclude il Censis- solo quote minime hanno fiducia nei partiti politici (9%), nel Governo (16%), nel Parlamento nazionale (17%), e la percentuale di quanti ripongono fiducia nell’operato delle autorita’ regionali e locali (il 22%) e’ meno della meta’ di quanto si riscontra in media nel resto del continente (47%). Bassi anche i giudizi di fiducia su Commissione europea (39%) e Bce (35%)”.

4 Dicembre 2015
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