Toscana

A Firenze lungarno Torrigiani torna in vita, a 163 giorni dal disastro

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FIRENZE – All’alba del 4 novembre, 163 giorni dopo il disastro e quei 200 metri di strada collassati e inghiottiti dal terreno lo scorso 25 maggio, lungarno Torrigiani torna alla vita. C’è anche la nuova segnaletica, così una volta conclusa la passeggiata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prevista alle 16.30, la via riaprirà al traffico veicolare tornando a essere un’arteria per la circolazione in centro di Firenze. L’unica assente, ma solo momentaneamente, sarà la porta telematica per l’accesso nella Ztl che sarà posizionata nei prossimi giorni. Ritornano anche i parcheggi, le strisce bianche per i residenti, pensati però seguendo una nuova disposizione: non più quelli a lisca di pesce ma lineari su entrambi i lati. C’è poi la cosiddetta ‘terrazza’, lì dove il muro d’argine ha spanciato verso l’Arno di oltre 3 metri: nonostante il trauma il muraglione è rimasto in buone condizioni, così Comune e soprintendenza hanno deciso di tenerlo in piedi, salvaguardando l’opera ingegneristica dell’800. Sollevato dal peso del terrapieno, ingabbiato da una nuova barriera sotterranea e invisibile, le ricuciture per il cotto e le pietre sono state fatte riprendendo la composizione della malta ottocentesca.

torrigiani_lungarno_muro_firenzeCapitolo viabilità: si riparte con il senso unico in direzione Ponte Vecchio, anche se i tecnici di Palazzo Vecchio stanno studiando l’opzione a doppia corsia così da alleggerire il traffico in via de Bardi, come chiesto dai residenti. Infine la pista lungo l’Arno, un pezzo del cantiere realizzato per consentire a mezzi e macchinari di raggiungere da sotto il muro e il tratto del lungarno lesionato. Fatta di pietroni e ghiaia nelle prossime settimana sarà ridimensionata, così da poter affrontare meglio i mesi delle piene. Una soluzione provvisoria che testerà (perché i tecnici dovranno capire l’interazione e il comportamento tra la pista e il fiume) l’idea balenata in testa al sindaco Dario Nardella: trasformare la pista in un vero e proprio camminamento sull’acqua. Raccolte tutte le informazioni, Comune, soprintendenza ed enti idraulici prenderanno una decisione definitiva.

di Diego Giorgi, giornalista

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4 novembre 2016
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