Olimpiadi 2026, il Coni chiarisce: “Torino ormai è fuori”

VENEZIA – In queste ore il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sta atterrando a Buenos Aires per la sessione del Cio in cui saranno valutati i dossier e che porterà poi, all’inizio della settimana, alla definizione della short list delle candidature che potranno presentare il dossier definitivo e si giocheranno l’assegnazione. Ovviamente, il Cio definirà la short list sulla base dei dossier che sta valutando in questi giorni, e tra questi quello Milano Cortina c’è, quello di Torino no. Lo spiega Diana Bianchedi, dirigente Coni, oggi durante la conferenza stampa al termine del primo incontro operativo tra i sindaci di Milano e Cortina, Giuseppe Sala e Giampiero Ghedina, e i governatori di Veneto e Lombardia Luca Zaia e Attilio Fontana. L’intervento di Bianchedi chiarisce quindi che la porta per Torino è ormai chiusa, ed esclude anche che il Coni possa votare per decidere quale dei due dossier sia il migliore, se quello Milano Cortina o quello della sola Torino.

“E ADESSO AVANTI TUTTA PER MILANO-CORTINA”

La candidatura italiana alle Olimpiadi invernali 2026 si chiamerà “Milano Cortina 2026”. Il Cio l’8 o il 9 ottobre definirà la ‘short list’ delle città candidate e in ogni caso, anche se un supporto economico del governo italiano è caldeggiato, trovare le risorse necessarie non sarà un problema. Tanto più che entro il prossimo 11 gennaio bisognerà presentare il dossier definitivo fornendo una garanzia politica delle coperture economiche, ma non sarà necessaria alcuna copertura. Queste le principali notizie emerse oggi durante la conferenza stampa organizzata a palazzo Balbi, Venezia, al termine del primo incontro operativo sulla candidatura alle Olimpiadi invernali 2026 tra i sindaci di Milano e Cortina, Giuseppe Sala e Giampiero Ghedina, e i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana. Riunione che è andata nel migliore dei modi, con un clima di grande collaborazione e la voglia di raggiungere l’obiettivo, concentrandosi sulle tappe e sui problemi da risolvere, tanto da spingere Fontana ad affermare che “sarà facile continuare a lavorare insieme”. Ora “i dettagli non li possiamo dire per non avvantaggiare i nostri competitor, è quasi una partita a scacchi”, spiega Zaia, anticipando però “un roadshow internazionale per la promozione della candidatura, che avrà intanto anche la funzione di promuovere i territori”. Ghedina ricorda invece che nel 2026 ci sarà la ricorrenza dei 70 anni dalla prima Olimpiade invernale del 1956, che si è tenuta proprio a Cortina e si dice sicuro che “la candidatura si trasformerà in un’assegnazione”, grazie al lavoro svolto per i Modiali di sci 2021 e la collaborazione con Milano, forte dell’esperienza di Expo.

E proprio da quell’esperienza parte Sala, che si mette a disposizione per “replicare migliorando quello che è stato gestito bene, ad esempio la sicurezza, ed evitando di replicare quello che si è sbagliato”. Dal punto di vista della governance, ad esempio, che avrà una formula diversa da quella della Spa di Expo, e che sarà individuata “confrontandoci con il governo, con Giorgetti, ma anche con il Coni”. Venendo alle garanzie, non sarà quindi necessaria una fideiussione, il che lascia sostanzialmente anni di tempo per trovare i soldi, anche se Zaia assicura che già dal bilancio di previsione 2019 la Regione Veneto inserirà degli stanziamenti, in modo da dare anche un segnale forte al Cio: “noi ci siamo”. Del resto Veneto e Lombardia pesano come l’Austria, e il Cio non dovrebbe storcere il naso nel caso in cui dal governo dovesse davvero mancare il sostegno economico. E le cifre in ballo, 1,27 miliardi di cui circa 370 milioni dai territori, non dovrebbero lievitare.

Perché, spiega Michele Re di Weplan, azienda che ha sviluppato il dossier, “sono le prime Olimpiadi organizzate con il nuovo regolamento Cio 2020, che fornisce 118 raccomandazioni per rendere meno onerosa l’organizzazione” e che non impone di costruire nuovi palazzetti per rispettare le capienza previste ma, anzi, pretende che i piani urbanistici in vigore non siano modificati. Nessuna infrastruttura ad hoc, quindi, ma solo adattamenti dell’esistente. E poi “i territori sono già pronti”, aggiunge Re. Ora si attende quindi il prossimo passaggio, l’annuncio da parte del Cio della short list, che avverrà la settimana prossima. Poi ci sarà tempo fino all’11 gennaio per presentare le garanzie copertura per i 370 milioni e il dossier, che dovrà rispondere a ben 132 domande specificate dal Cio, ed infine a settembre 2019 si saprà dove si faranno le Olimpiadi. E oggi, da Venezia, arriva un forte tifo per Milano Cortina.

OLIMPIADI 2026. ECCO PROGETTO: 46 MEDAGLIE A MILANO, 49 A CORTINA

L’attuale progetto per le Olimpiadi Invernali 2026 Milano Cortina prevede la divisione in due cluster, uno denominato Milano Valtellina e uno denominato Cortina Val Di Fiemme. Il primo ospiterà 2.276 persone tra atleti e tecnici in due diversi villaggi olimpici, uno a Milano e uno a Livigno, e 79 giorni di gara per l’assegnazione di 46 medaglie. Il secondo, quello veneto, ospiterà invece 2.225 persone tra atleti e tecnici e avrà un unico villaggio olimpico a Cortina. I giorni di gara saranno 76 ma il numero di medaglie, 49, sarà maggiore. Per quanto riguarda le cerimonie, nulla di ufficiale è ancora stato reso noto ma sembra scontato che la cerimonia di apertura si farà a Milano, mentre quella di chiusura, auspica Ghedina, potrebbe essere se non a Cortina almeno in Veneto. In entrambi i cluster “tutte le sedi di gara sono già esistenti o da ammodernare”, con l’esclusione del nuovo palazzetto dello sport di Milano, che è comunque già previsto e per cui ci sarà l’intervento economico dei privati, spiega la scheda della candidatura distribuita oggi a palazzo Balbi, in occasione del primo incontro tra i sindaci di Milano e Cortina, Giuseppe Sala e Giampietro Ghedina, e i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana.

“Non saranno necessari investimenti aggiuntivi per infrastrutture di trasporto”, assicura inoltre la scheda. Le spese operative saranno interamente coperte dalle principali fonti di ricavo, a partire dal contributo del Cio, per passare poi alle sponsorizzazioni private, i biglietti, il merchandising e le vendite delle licenze di utilizzo del marchio. L’impatto economico sarà notevole, un’indagine preliminare condotta dalla città di Milano quantifica un impatto complessivo di 5,6 miliardi di euro e Zaia ha più volte affermato che il giro economico in Veneto si assesterebbe attorno ai due miliardi. Secondo la scheda, entro ottobre, in realtà già la settimana prossima, dovrebbe arrivare la conferma dello status di città candidate, entro l’11 gennaio 2019 ci sarà la consegna del dossier di candidatura e tra marzo e aprile 2019 la commissione di valutazione effettuerà la visita ispettiva delle aree. Infine, a luglio 2019 avverrà la presentazione della candidatura ai membri del Cio, e a settembre 2019 si saprà dove si faranno le Olimpiadi.

MILANO-CORTINA, SOLDI? AVANTI ANCHE SENZA

Per quanto riguarda le garanzie economiche necessarie a sostenere la candidatura di Milano e Cortina a sede delle Olimpiadi invernali 2026, “stiamo parlando di qualcosa che ricorrendo anche a sponsor non è un grandissimo problema”, ma “non accettiamo di buon grado che il governo non partecipi”, quindi “la partita non si chiude qui”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo oggi a Venezia alla conferenza stampa organizzata al termine del primo incontro operativo tra i sindaci di Milano e Cortina e i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Attilio Fontana. 

Sul punto le posizioni sono allineate, si tratta di trovare 370 milioni per ottenere un investimento da parte del Cio di 980 milioni, al netto del ritorno economico e promozionale dato dalla manifestazione in sé. Ma “è necessario che il governo sostenga anche economicamente un grande evento che prevede un impegno per tutto il Paese ed è una cosa importante per l’Italia”, ribadisce Fontana. “Noi aspettiamo fiduciosi ma in ogni caso andiamo avanti”, anche perché “all’inizio è solo un impegno politico, non dobbiamo firmare una fiseiussione, quindi anche a livello di bilancio è un impegno che possiamo graduare nel tempo”. E Zaia conferma che il Veneto inizierà subito, prevedendo un primo impegno già nel prossimo bilancio di previsione 2019.

 

Leggi anche:

Ti potrebbe interessare:

4 ottobre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»