Magi (Sumai): "Difenderemo Ssn da ennesimo attacco"

Magi (Sumai): “Difenderemo Ssn da ennesimo attacco”

ROMA – “Gli specialisti ambulatoriali sono ancora una volta sotto attacco e con loro anche l’intero Sistema Sanitario Nazionale”. L’allarme lo lancia il segretario generale del Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana (Sumai), Antonio Magi, a pochi giorni dall’inizio del Congresso Nazionale della sua associazione che da oltre 50 anni protegge la categoria.

“Non sostituendo gli specialisti ambulatoriali che vanno in pensione e portando in ospedale parte delle ore della specialistica- spiega Magi- si crea una desertificazione del territorio. E si creano le liste d’attesa, provocando il fenomeno dell’autopocket: la gente, non potendo fare le visite in tempi soddisfacenti, deve pagare. E buona parte dei pazienti che non hanno disponibilita’ economica, purtroppo, si rivolgono al Pronto soccorso intasandolo in maniera impropria. L’impoverimento dei servizi territoriali e l’allungarsi delle attese non fanno altro che favorire mutue e assicurazioni a sfavore del Ssn”.

Magi ricorda come questo non sia il primo ‘attacco’ che il Sumai e’ stato costretto ad affrontare, dalla riforma del ministro De Lorenzo, dlgs 502 del 30 dicembre 1992, alla legge Bindi 517 del 1999. “Questa volta e’ stata fatta una manovra molto fine- continua il segretario generale- non toccando direttamente il Ssn ma tramite altre leggi, come il Jobs Act e la riforma del fisco, che hanno creato una condizione per cui il datore di lavoro invece di offrire un aumento di stipendio ai lavoratori offre un fondo sanitario che e’ sostitutivo del servizio sanitario pubblico, con la possibilita’ di detrarre totalmente la spesa. Morale della favola: il cittadino paga due volte”.

Questo sara’ un tema centrale del 51esimo Congresso Nazionale Sumai-Assoprof, che si terra’ a Saint Vincent dall’8 al 12 ottobre al Park Billia Hotel. “Il Sumai- assicura Magi- cerchera’ di portare avanti questa difesa insieme anche ad altre categorie.

Una delle cose che proponiamo, e che approfondiremo durante il Congresso, e’ di portare al centro quella che e’ la sanita’ di prossimita’, cioe’ portare l’assistenza sanitaria di primo livello dove vive e lavora il cittadino. Questo puo’ essere fatto soltanto mettendo in rete medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali e pediatri di libera scelta, che sono i primi attori per poter gestire chi non ha bisogno di ricovero. Bisogna fare in modo che comunichino fra di loro, ma e’ necessario anche integrare l’ospedale in maniera tale che, quando il paziente vi entra, non deve fare file o avere difficolta’ a trovare un posto, e quando esce puo’ essere accolto da strutture valide sul territorio evitando nuovi ricoveri”.

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