Colombia, 18.000 pagine di accuse nel dossier sulle Farc

BOGOTA’ – Con un colpo a sorpresa l’esercito colombiano ha presentato circa 50 volumi in cui e’ raccolto un ampio dossier sulla guerriglia della Farc. Ad annunciarlo in esclusiva il settimanale ‘La Semana’. Un lavoro di un significato notevole per un paese che gia’ attraversa un momento di dura crisi per il processo di pace avviato l’anno passato dall’ex presidente Juan Manuel Santos. Il dossier, intitolato ‘Genesis’, fa parte di un progetto del ministero della Giustizia e dell’esercito ed e’ stato redatto incrociando documenti ritrovati durante le perquisizioni nei covi dei guerriglieri, in base a intercettazioni ambientali o alle notizie raccolte in altra maniera.
Diciottomila pagine delle quali la Giurisdizione speciale per la pace, organo che e’ chiamato a giudicare i crimini commessi durante quasi 50 anni di conflitto armato in Colombia, non potra’ non tener conto.
Il contenuto dei volumi spazia su vari argomenti, dalla strategia dei guerriglieri per uccidere l’ex presidente colombiano Alvaro Uribe avvelenando il cibo della mensa del Senato ai legami con i narcotrafficanti, dai contatti tra il leader storico della Farc, Rodrigo Londono alias “Timochencko” con i generali venezuelani per controllare il traffico di droga alla frontiera con il Paese guidato da Hugo Chavez e poi da Nicolas Maduro fino ai modi di reclutamento e addestramento di minorenni destinati a diventare guerriglieri. Pagine chiave riguardano poi il denaro accumulato dalle Farc all’estero sulla base di estorsioni e traffico di droga.
Documentati anche i metodi per uccidere militari e poliziotti, non solo disseminando tutta la Colombia di artefatti esplosivi artigianali fino a farla diventare il secondo Paese piu’ minato al mondo dopo l’Afghanistan ma anche con l’uso di cadaveri di bambini imbottiti di esplosivo per far saltare in aria caserme e posti di polizia.
Tra i fatti citati quelli avvenuti nella cittadina di Vista Hermosa, nel Meta, il 3 di maggio 2002: allora, ricostruisce ‘Semana’, il corpo di un ragazzino decapitato, con una bomba nascosta nei vestiti, venne recapitato alla base militare locale accompagnato da una lettera canzonatoria.

di Silvio Mellara

4 Settembre 2018
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