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Un mese di Vita – Cosa sta facendo Paolo Nespoli sulla Iss

Lo abbiamo visto sorridente il 28 luglio mentre varcava il passaggio che dalla Soyuz portava all’ingresso nella Stazione Spaziale Internazionale, accolto dai compagni di equipaggio già a bordo: la missione Vita di Paolo Nespoli è iniziata così, con l’arrivo “nella mia casa lontano da casa”, come la definì lui stesso. Vediamo insieme cosa è successo in poco più di un mese in orbita, tra eclissi, esperimenti e foto mozzafiato.


AstroPaolo si è messo subito all’opera. Il primo esperimento con cui si è cimentato si chiama Sarcolab-3 e serve a scoprire, grazie allo strumento Mares, come i muscoli si adattano o si deteriorano in assenza di gravità. Tra un salto nel modulo gonfiabile Beam e una misurazione del peso in orbita, Nespoli ha poi indossato il camice da biologo per portare a termine la cosiddetta Biomission dell’Asi: 4 esperimenti made in Italy dedicati alla biologia. Si tratta di Corm, Myogravity, Nanoros e Serism, arrivati sulla Stazione con la capsula Dragon e subito inseriti da Nespoli nel prezioso Kubik, un incubatore a temperatura controllata.

I loro risultati saranno utilizzati per capire come curare alcune patologie tipicamente terrestri e anche per proteggere gli astronauti nelle missioni del futuro verso Marte, ad esempio.

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E, a proposito di Marte, Nespoli sta teleguidando dalla Stazione Spaziale il robot Justin, il quale si trova nel centro Aerospaziale tedesco Dlr a Oberpfaffenhofen in un ambiente che riproduce quello marziano. Justin, con gli input di Nespoli che arrivano tramite un semplice tablet, si dedica alla riparazione di pannelli solari. Lo scopo è quello di verificare se è possibile teleguidare un robot da una considerevole distanza- quindi anche con grande ritardo nelle comunicazioni-: una situazione che ricalca quella di un astronauta su un orbiter e di un rover sulla superficie del pianeta rosso.

Alla fine di agosto, proprio durante la settimana mondiale dell’acqua, Nespoli ha attivato una nuova sessione di Aquapad, l’esperimento che verifica la qualità dell’acqua bevuta a bordo. Ovviamente questa tecnologia si potrà utilizzare anche sulla Terra, per esempio in caso di disastro naturale: permetterà di sapere subito se l’acqua è contaminata o meno.

Clicca sulle foto di Paolo Nespoli pubblicate su Twitter

Il contatto diretto con le sue centinaia di migliaia di fan Paolo Nespoli lo mantiene soprattutto su twitter, dove pubblica emozionanti scatti del nostro pianeta ripresi dalla cupola della Stazione spaziale. Dal Brasile agli Stati Uniti, dall’Africa all’Italia, con le sue foto vediamo baie e montagne, fiumi e insenature da una prospettiva diversa. Ma Terra e Spazio non sono poi così lontane: le incursioni di AstroPaolo nella vita di chi è 400 chilometri più in basso sono iniziate presto, con i collegamenti di inizio agosto con la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) a Roma e con i ragazzi al Museo del Volo di Dallas, in Texas. E mentre cercavamo di guardare qualche stella cadente nella notte di San Lorenzo, Nespoli cercava di fare lo stesso a 28mila chilometri orari: senza successo, ma qualche desiderio lo ha espresso lo stesso.

Proprio come centinaia di migliaia di persone più in basso – tranne il presidente Donald Trump– si è poi protetto per ammirare l’eclissi di Sole del 21 agosto, pubblicando poi le foto uniche di come l’hanno vista a bordo. Il momento più toccante è stato però quello del 25 agosto, quando Nespoli ha pubblicato lo scatto dell’uragano Harvey che incombeva su Houston: “dove si trovano la nostra casa e i nostri amici”, ha scritto.

C’è stato spazio anche per l’Italia, con foto di notte e di giorno dello Stivale e diversi scatti della Sicilia, con l’ironica scambio di battute con il collega Luca Parmitano, sulla Iss nel 2013 con la missione Volare: “Quanti arancini stai mangiando?”, chiede Nespoli, e pronto Parmitano risponde: “Sa bene che gli arancini sono davvero spaziali”. Infine, dopo quello culinario, un po’ di patriottismo sportivo. Nespoli ha inviato alla Nazionale di calcio un video di in bocca al lupo prima della sfida con la Spagna, indossando la maglietta ufficiale mandata nello Spazio dalla Figc. Purtroppo neanche gli auguri spaziali hanno salvato gli Azzurri, sconfitti 3 a 0.

di Antonella Salini, giornalista professionista

04 settembre 2017

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