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Caro affitti, vita dura per i fuorisede a Roma

ROMA  – Roma è sul podio delle città universitarie d’Italia per i costi legati all’affitto di una stanza o di un monolocale. Alla Capitale spetta la medaglia d’argento della ‘speciale’ hit, dopo Milano e prima di Firenze. Gli esborsi per i fuori sede oscillano tra i 300 ai 600 euro al mese. Ai quali spesso vanno aggiunte le spese per le utenze. “Se vuoi stare in una stanza decente devi spendere almeno 450, 500 euro più spese al mese”, spiega all’Agenzia Dire Giorgio, studente di medicina proveniente da Chieti, al secondo giorno di ricerche. Federico viene da Torino e ha cominciato a fare telefonate stamattina e alle tre del pomeriggio ancora scruta gli annunci attaccati alle bacheche della Sapienza in cerca di qualche offerta interessante: “il mio budget è di 400/500 euro, è alto ma mi pare che sia il prezzo del mercato”. Con lui ci sono anche Martina e Ludovica, stesso budget, un po’ deluse raccontano “per ora abbiamo trovato veramente poco”.

Eppure, lungo il marciapiede, gli sportelli metallici dei quadri elettrici del grande muro della città universitaria e i pali della luce sono tappezzati di annunci. “Le case sono tutte vecchie, nessuno le ristruttura – continua Giorgio – i proprietari hanno poco interesse a rifarle perché tanto se sono vicine alle università le affittano comunque”. Secondo Federico “la cosa più problematica è la posizione. La maggior parte sono distanti e uno deve mettere in conto anche 40 minuti di pullman”. Sono d’accordo Ludovica e Martina: “uno studente per avere la comodità è disposto a pagare di più”.

Le condizioni – in questa situazione – sembrano essere nettamente a beneficio dei proprietari che, oltre a poter imporre i prezzi che preferiscono, hanno la libertà di selezionare gli inquilini al quale concedere una stanza in affitto. “Inizialmente sono tutti gentili e poi o spariscono o, se insisti, ti dicono che l’hanno già affittata”, dice Federico. “E’ un mondo senza scrupoli” conclude scherzando. “E’ molto più facile per le ragazze – ammette Giorgio – tutti gli annunci sono per loro. I proprietari pensano che studiano di più, puliscono di più e fanno meno casino dentro casa, invece non è proprio così”. Ma in questo quadro generale gli atenei aiutano i ragazzi a sostenere le spese? “Con contratto regolare si detraggono un sacco di tasse universitarie – spiega Giorgio – ma molti proprietari vogliono fare ‘a nero’ e così costa di meno, ma comunque ci vai a perdere in tasse“. “L’università ti aiuta molto – dice Paolo – ma se fai una rinuncia agli studi o passi da un ateneo a un altro per fare un altro percorso i tuoi diritti decadono”.

04 settembre 2015

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