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Roma, i lavoratori del Cup protestano sotto la Regione: è fumata nera, sciopero il 21

ROMA – Nessun passo indietro della Regione Lazio sul nuovo bando Cup. La posizione e’ stata ribadita nell’incontro con i segretari generali Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio i quali, di conseguenza, hanno proclamato per il 21 settembre la prima giornata di sciopero dei lavoratori Cup.

All’incontro con i segretari generali Natale Di Cola (Cgil), Roberto Chierchia (Cisl) e Sandro Bernardini (Uil) erano presenti, per la Regione, l’assessore al Lavoro, Lucia Valente, il responsabile della Cabina di regia della sanita’, Alessio D’Amato, e il segretario generale, Andrea Tardiola.

“La Regione ci ha detto che gia’ lunedi” aprira’ un tavolo tecnico per porre eventualmente dei correttivi- ha spiegato Di Cola- Pero’, non essendoci certezze che il bando sara’ modificato, abbiamo deciso di continuare la mobilitazione e di indire la prima giornata di sciopero. D’altronde anche la Regione ha certificato che il bando, cosi’ com’e’, produrra’ una perdita di posti di lavoro”. “Sarebbe inaccettabile- gli ha fatto eco Chierchia- Oggi abbiamo avuto conferma della nostra paura: si arrivera’ fino a un 20% di perdite di posti di lavoro, parliamo di circa 400 persone. Tutto cio’ lo rigettiamo e vogliamo che siano salvaguardati tutti i posti di lavoro. Aggiungo che e’ stato gravissimo, da parte della Regione, non aver avuto finora nessun tipo di relazioni con noi”. Il segretario della Uil, Bernardini, ha concluso: “Siamo arrabbiati, perche’ o si modifica il bando o il tavolo tecnico non ha alcun senso. L’attuale bando e’ pieno di incongruenze, a partire dal fatto che e’ stato modificato perche’ avevano dimenticato l’Asl RmG e quella di Viterbo. Le hanno rimesse all’interno, ma senza modificare l’importo. E poi il bando non esprime le clausole di salvaguardia del personale. Va cambiato”.

LA PROTESTA DI STAMATTINA – Alcune centinaia di lavoratori del Cup, e delle ditte esterne dei servizi Cup delle Asl e delle aziende ospedaliere, si sono riuniti stamattina per manifestare davanti la Regione Lazio contro il bando di gara unica centralizzata del Cup.

Il presidio e’ stato promosso da Cgil, Cisl e Uil e  una delegazione composta dai segretari generali e’ stata ricevuta dalla presidenza e dalla Cabina di regia della sanita’.

La richiesta e’ il ritiro o la modifica del bando, pena lo sciopero a oltranza a partire dall’8 fino al 21 settembre, data di scadenza del bando. Secondo Cigl, Cisl e Uil, l’impegno di spesa da parte della Regione e’ inferiore rispetto al precedente bando e sono a rischio quasi duemila posti di lavoro. Intanto fuori dalla Regione i lavoratori hanno protestato ‘armati’ di fischietti e bandiere. ‘No al massimo ribasso, si’ clausole sociali, no Mafia Capitale’ recita uno striscione. Quasi tutti i presenti indossano una t-shirt con scritto: ‘Il bando ci manda allo sbando. Noi diciamo no a questa gara’.

di Alessandro Melia

Giornalista professionista

04 settembre 2015

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