Dl Dignità, Fortuna (Unicusano): “È risposta parziale e non esaustiva”

ROMA – Il dl Dignita’ approvato dal Consiglio dei ministri “e’ una risposta parziale, rapida ma non esaustiva” e va inquadrato “nell’ottica delle manifestazioni di buona volonta’”.
A sostenerlo Fabio Fortuna, rettore dell’universita’ Niccolo’ Cusano, intervistato da Radio Cusano Campus.  Il dl Dignita’ “rappresenta il primo provvedimento del nuovo Governo. Qualcuno ha cominciato a dire ‘si parla molto, quando i provvedimenti?’ Questo primo provvedimento e’ una risposta parziale, rapida ma non esaustiva. Secondo me va letto in un’ottica ancora delle manifestazioni di buona volonta’. Ci sono aspetti che vengono toccati e si sottolineano quelli legati al lavoro. Ma e’ un decreto che contiene anche altre cose. C’e’ trasversalita’ e una serie di interventi che hanno principalmente ad oggetto il lavoro ma che poi spaziano, perche’ ci sono delle misure di natura fiscale, ci sono anche delle novita’ per quanto riguarda i giochi d’azzardo e divieti di pubblicita’ su giochi e scommesse”.
Quindi, “anche questo e’ aspetto delicato che non riguarda direttamente il lavoro. Si parla e si pone l’accento su questo aspetto fondamentale perche’ il tema del lavoro in agenda di Governo deve essere una priorita’ assoluta, ma in realta’ il provvedimento non ha specificita’ perche’ contiene anche altre norme”. Continua Fortuna: “In alcuni casi e’ naturale individuare provvedimenti che hanno risvolti economici in un contesto politico. L’uomo della strada, il cittadino guardano ai provvedimenti che li riguardano direttamente. Negli ultimi anni forse l’attenzione non e’ stata piena”. Per esempio “si parla di flat tax o dual tax e pero’ non si tiene conto che la flat tax per una societa’ di capitali gia’ esiste ed e’ stata ridotta dal precedente Governo da 27,50 a a 24%, mentre per l’Irpef non e’ stato toccato nulla nonostante le promesse di intervento di taglio sulle aliquote. Secondo me- continua Fortuna- il provvedimento va letto in questa ottica, facciamo qualcosa che possa coinvolgere emotivamente i cittadini. Questa e’ la mia lettura”. 
“Visto che la flat tax non si sa quando farla, visto che sul welfare, in modo pieno, non possiamo intervenire, visto che sul reddito di cittadinanza, che tutti aspettano, non siamo in grado di intervenire- prosegue il rettore- facciamo qualcosa intanto per far vedere manifestazioni di intenti e buona volonta’, che possa avere anche un contenuto suo, e allora partiamo dal lavoro introducendo delle modifiche”. Le decisioni prese “per attenuare la precarizzazione, cercare di trasformare i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, a livello concettuale tutte le cose inserite vanno nel verso di una maggior tutela dei cittadini e implicitamente di una minor tutela delle imprese”. A proposito del ruolo del ministro Tria, “fa quello che puo’, cerca di mantenere una posizione di equilibrio. Fa l’acrobata ma non ha detto granche’ di nuovo nell’ultimo intervento”.
Fortuna poi definisce “legittimo l’atteggiamento dell’opposizione perche’ l’opposizione, e anche Confindustria, hanno delle riserve sul provvedimento. Soprattutto Confindustria, il discorso lo vede in altra ottica, quindi individua una mancanza di efficacia per quanto riguarda i risvolti occupazionali. Per quanto riguarda l’incidenza dei contratti a termine, ci collochiamo nella media europea. Non abbiamo valori di contratti a termine esagerati, pero’ il numero degli occupati, 58,8%, e’ inferiore rispetto ai paesi piu’ evoluti”.

4 luglio 2018
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