Aeroporto Bologna "come l'Ilva", 1.700 firme contro il rumore - DIRE.it

Emilia Romagna

Aeroporto Bologna “come l’Ilva”, 1.700 firme contro il rumore

aeroporto marconi Bologna

BOLOGNA – L’aeroporto Marconi di Bologna? “Va visto come una piccola Ilva. E’ fonte di reddito e di occupazione, nessuno può metterlo in dubbio, ma è anche fonte di grave inquinamento acustico e quest’altra faccia della medaglia le Istituzioni non possono far finta che non esista perchè c’è un enorme disagio per i cittadini”. Sceglie un paragone pesante Gianfilippo Giannetto, portavoce del Comitato per la compatibilità aeroporto-città, presentando la petizione contro il rumore prodotto dallo scalo firmata al Navile da circa 1.700 persone tra la fine del 2015 e lo scorso maggio: una sollecitazione inviata pochi giorni fa al sindaco Virginio Merola e al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

aeroporto_bologna_GiannettoA muovere il Comitato, da un lato, è la notizia di un’indagine epidemiologica che ha analizzato gli effetti del rumore sui cittadini che vivono nei dintorni dell’aeroporto Caselle di Torino: sono emersi risultati “piuttosto preoccupanti per la salute umana” e dunque, spiega Giannetto in conferenza stampa, con la petizione si chiede di effettuare “immediatamente” uno studio analogo anche a Bologna. Parallelamente, i cittadini si sono mobilitati a causa del “forte incremento di traffico che si è verificato nel 2015“, continua il portavoce del Comitato: oggi bisogna fare i conti con numerosi voli notturni e con “atterraggi e decolli a raffica, anche 30 in mezz’ora”. Lo stesso Giannetto, che vive in via delle Borre, il 30 giugno tra le 23 e le 23.28 ha conteggiato “12 aerei atterrati, più altri due poco prima di mezzanotte. Signori della Sab- manda a dire, chiamando in causa la società che gestisce il Marconi- mi fate sapere voi quand’è che posso andare a dormire?”.

aereoSu 63.962 movimenti totali registrati nel 2015, riferisce il Comitato, sono 27.624 quelli che hanno interessato il lato del Marconi che dà sulla città (17.802 decolli e 9.822 atterraggi): erano stati 20.096 nel 2014. Numeri “molto preoccupanti”, sostiene Giannetto, anche considerando che nel quartiere coinvolto “ci sono nidi, elementari e strutture sanitarie”. Nella stessa via di Giannetto vive anche Angelina Jacopetta, bolognese acquisita di origine belga. “Sono contentissima che la Rynair sia a Bologna perchè mi permette di andare in Belgio con una spesa modica”, racconta, ma Bologna avrebbe dovuto fare proprio come si è fatto per l’ampliamento dell’aeroporto di Bruxelles Charleroi: lì, spiega Jacopetta, le Istituzioni hanno proposto ai vicini dello scalo di acquistare le loro abitazioni oppure hanno finanziato l’isolamento acustico degli edifici.

aeroporto_bologna_comitato_rumoreOltre allo studio epidemilogico, con la petizione i firmatari chiedono misure di questo genere e poi anche di vietare i decolli verso Bologna degli aerei più rumorosi, distanziare di più i sorvoli, prevedere sanzioni per i piloti e le compagnie che non rispettano le procedure antirumore, contributi per le insonorizzazioni, riduzione delle tasse a scopo compensativo nonchè la costituzione di un organismo di “dialogo permanente” sul modello del Residential advisory board (Rab). Elencate le richieste, ora “aspettiamo di essere ricevuti e di avere delle risposte se non dal sindaco almeno dagli assessori competenti”, afferma Giannetto. Al fianco del Comitato ci sono anche Legambiente Bologna (alla conferenza stampa era presente il presidente Claudio Dellucca) e Paolo Serra, già consigliere comunale del Pd ed ex vicepresidente di Sab, che si dice “assolutament d’accordo” con i contenuti della petizione.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

4 luglio 2016
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